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La Sicilia è ricca (e nessuno lo sa): un nuovo museo a Francavilla con reperti inediti

Il nuovo Museo Civico Archeologico archeologico ospiterà diversi reperti inediti recuperati negli ultimi decenni durante gli scavi urbani nel centro di Francavilla

Balarm
La redazione
  • 2 dicembre 2019

Alcuni reperti del nuovo Museo Archeologico di Francavilla

Ci saranno diversi reperti inediti in arrivo dai magazzini dei musei Paolo Orsi di Siracusa e da Naxos nella nuova collezione civica del Comune di Francavilla che presto sarà esposta interamente a Palazzo Cagnone, edificio del XVIII secolo.

È qui che, nei prossimi mesi sarà messo in funzione il nuovo Museo Civico Archeologico che vede la collaborazione del Parco Archeologico Naxos Taormina con il Comune di Francavilla. In mostra ci saranno reperti recuperati negli ultimi decenni durante gli scavi urbani nel centro di Francavilla e in contrada Fanterilli.

È un’area ai piedi della collina del Castello che in queste settimane è stata ripulita dal Parco e resa fruibile a visitatori e studiosi. Rivela un lembo della città antica, risalente al V sec. a.C. che, nell’assetto urbano e nelle tecniche costruttive, è molto simile a Naxos.

Al primo nucleo della collezione archeologica di Francavilla – costituito da reperti provenienti dagli scavi condotti dal 1979 al 1987 dalle Soprintendenza di Siracusa e Messina e sinora esposti nell’Antiquarium comunale di via Liguria – si aggiungeranno pezzi inediti, provenienti Siracusa, e Naxos.

Fra i reperti già conosciuti figurano antefisse con maschere di Sileno, simili a quelle di Naxos, della quale Francavilla sembra essere stata appunto una subcolonia. Corredi funerari, monete di varie zecche, terracotte provenienti dai depositi votivi del santuario di Demetra e Kore (via Nino Russotti) e alcuni raffinatissimi pinakes, bassorilievi simili a quelli rinvenuti in Calabria, nel santuari di Persefone a Locri Epizefiri.

Il Parco archeologico Naxos Taormina è stato istituito nel 2007 e gode di autonomia scientifica e di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Dal 2013 al Parco è stata affidata la gestione di alcuni siti monumentali e paesaggistici della provincia di Messina: il Museo Archeologico di Naxos e delle sue collezioni, il Teatro Antico di Taormina, Villa Caronia (sede amministrativa del Parco), il Museo naturalistico di Isolabella e le aree archeologiche di Taormina e Francavilla.

Dal 2019 il Parco archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, gestisce anche Palazzo Ciampoli e Odèon (Taormina) e la Chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo (Casalvecchio Siculo).

Fra i grandi eventi gestiti dal Parco e che hanno visto in protagonista il Teatro Antico di Taormina – secondo sito più visitato in Sicilia dopo la Valle dei Templi, mentre il sito di Naxos è sesto nella classifica italiana – figurano il G7 del maggio 2017 e la visita del Dalai Lama nel settembre dello stesso anno.

Nel corso del 2018 i siti gestiti dal Parco Naxos Taormina hanno registrato complessivamente 993.668 visitatori (esclusi gli oltre 150.000 spettatori degli eventi serali nel Teatro Antico di Taormina nel periodo tra giugno e settembre).

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