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Luoghi segreti, mare cristallino e cibo: andiamo alla scoperta di San Vito Lo Capo

Fiore all’occhiello della provincia di Trapani, è la località balneare delle estati di tutti i siciliani in età adolescenziale, ma sono tante le cose da scoprire e da provare

  • 2 agosto 2019

La spiaggia di San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo è sicuramente una delle località balneari più ambite della Sicilia, grazie al suo esteso litorale sabbioso e l’acqua caraibica dei suoi mari, specialmente nei periodi di minore affluenza turistica. È sita nella parte più occidentale della Riserva dello Zingaro che, com’è noto, è uno dei pochissimi tratti della Sicilia non contaminata dalla presenza di una strada litoranea. Questa località è sicuramente il fiore all’occhiello della provincia di Trapani se non della Sicilia intera.

Tutti i siciliani, soprattutto nell’età adolescenziale, hanno trascorso almeno una notte di ferragosto nell’affollatissima spiaggia di San Vito Lo Capo a suon di musica elettronica e tende da campeggio sparse qua e là. E sebbene questa pratica sia tutt’ora diffusa, San Vito Lo Capo non è solo la notte di ferragosto. Come sempre, il cibo ci fa da via maestra per scegliere il posto in cui trascorrere le vacanze estive e San Vito Lo Capo, con le sue due specialità culinarie, si posiziona in pole position.

Che San Vito Lo Capo sia la capitale siciliana del cous cous è fuor di dubbio. Non per questo ogni anno la località propone una vera e propria festa in onore di questa pietanza - "Cous Cous Fest", dal 20 al 29 settemebre (ne abbiamo parlato qui) - una festa di sapori e civiltà che celebra il Cous Cous piatto della pace e dell’integrazione, in quanto testimonia la convivenza della cultura maghrebina con quella siciliana.

In qualsiasi ristorante a San Vito servono ottimo Cous Cous, ma il “Syrah Ristorantino” non vi farà pentire della scelta. Per gli amanti dei luoghi più caserecci, tra sedie impagliate e pareti di mattoni, “Agorà”, in piazza Marinella, è un ristorante sobrio a gestione familiare che potrà conquistare tutti con le sue ricette siciliane di mare, tipiche del posto. Per chi invece, di una guida non può fare a meno, il cous cous, lo andrà a mangiare dove indica la Guida Michelin 2019, da “Gnà Sara”, in via Duca degli Abruzzi, lungo la strada parallela al corso principale, dove potrete assaggiare anche delle ottime busiate fatte a mano.

Dopo il salato ci vuole il dolce e San Vito Lo Capo ne propone uno che vi farà perdere la testa: il Caldo Freddo. Già nel 1950 si attesta la preparazione di questo dolce, bello a vedersi ma soprattutto buono a mangiarsi, specialmente se vai al Cavalluccio Marino, di fronte alla spiaggia! In un piccolo recipiente di terracotta, quella smaltata tipica del cous cous trapanese, a San Vito Lo Capo ripongono un morbido biscotto imbevuto di liquore, solitamente il rum- a richiesta anche nel latte o nel caffè- una valanga di gelato, dal caffè alla nocciola, dal bacio al pistacchio e abbondante panna. Il tutto ricoperto da caldo cioccolato fondente fuso.

Caldo e freddo, si fondono insieme, strato dopo strato, per far vibrare le nostre papille gustative. Per digerire, una bella passeggiata fino alla riserva dello Zingaro è quello che ci vuole. Se non avete ancora digerito ed il bagno non è ancora il momento giusto per farlo, a che ci siete, proseguite ancora un poco ed addentratevi nella Grotta dell’Uzzo, uno dei più importanti siti preistorici dell'intera Sicilia. All'interno della grotta, sono state rinvenute tracce di presenze umane risalenti a circa 10.000 anni fa e anche alcuni resti di animali ritrovati nell'antro come rinoceronti, leoni e mammuth.

La grotta, secondo gli studiosi, doveva servire come riparo per la notte e difesa proprio contro gli animali feroci. La vista della grotta vi immergerà in un tempo antico facendovi apprezzare la forza della natura. Proprio per chi è amante della natura e del trekking, una passeggiata fino al Monte Monaco è d’obbligo.

Sito a nord di San Vito, il monte è caratterizzato da falesie e pareti rocciose, dunque ideale per una bella scalata. Se siete abbastanza coraggiosi da salire fino in cima, lì troverete i resti di una cava di marmo. Ad appena 5 minuti di auto da San Vito Lo Capo, si trova il mare di Castelluzzo con la sua Baia Santa Margherita, tra Monte Cofano e le falesie di Cala Mancina. Da qui, potrete prendere il famoso Ercolino, un trenino turistico che effettua corse ogni 10 minuti.

Potrete lasciare le auto in due parcheggi gratuiti a disposizione vicino agli scivoli di accesso al mare e dirigervi verso la spiaggia di Macari, meno affollata e piena di colori e profumi. Sono 2,5 km di costa su un mare incantevole, con 4 calette diverse ideali per tutti i gusti. Per chi ne ha la possibilità, consigliamo di affittare una barca o un gommone, per andare a vedere il Lago di venere, uno degli angoli più nascosti di San Vito Lo Capo. Si tratta di una vecchia frana, che ha dato luogo a questo spettacolo naturale.

Uno specchio d'acqua che funziona da barriera per molteplici quantità di pesci, motivo per cui lo snorkelling al Lago di Venere diventa indimenticabile. I massi che centinaia di anni fa si sono staccati dalla montagna hanno raggiunto il mare e quasi come per magia, hanno creato un cerchio quasi perfetto, da cui il nome Lago di Venere.

Anche a San Vito Lo Capo, un tempo il lavoro più redditizio ruotava intorno al tonno e dunque è immancabile fare un salto alla Tonnara del Secco, che si trova a circa 3 km dal centro abitato e ormai non utilizzata più dal 1969. Accanto agli edifici della tonnara si può ammirare quel che resta degli antichissimi impianti di lavorazione del pesce come le vasche in coccio-pesto e di notte è possibile ammirare il cielo e le sue stelle in tutto il suo splendore, lontane dal caos e dalle luci della città.

Infine, perdetevi tra le piccole strade del paese, visitate la Chiesa Madre, che sorge su quella che era una vecchia fortezza realizzata nel 300 dai Saraceni, camminate fino al Faro, simbolo di San Vito Lo Capo, in funzione dal 1959, padrone della punta di diamante della costa occidentale della Sicilia.

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