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"Pericoli e Ballate": l'album del cantautore palermitano Salamone

Salamone racconta la sua Palermo attraverso l'occhio critico, ironico e a volte cinico di chi, innamorato della propria terra, è capace di osservarne pregi e difetti

  • 3 maggio 2017

Storie, sensazioni e umori di Palermo in musica, ma anche un’immancabile sguardo critico e spesso ironico sulla sua città: a due anni di distanza dal fortunato esordio de "Il Palliativo", il cantante Salamone, nome d'arte di Vincenzo Salamone, ritorna sul mercato con il suo secondo album "Pericoli e Ballate", rilasciato il 24 marzo 2017 per Libellula Music.

Un disco profondo, a volte duro, ma sicuramente vero, capace anche di scorrere leggero grazie agli splendidi arrangiamenti che ne consentono l’ascolto anche a un orecchio poco incline al cantautorato.

I testi del cantautore palermitano raccontano delle storie e portano a una riflessione che si sviluppa in profondità, lasciando spazio a diverse interpretazioni personali.

Salamone parla senza mezzi termini dei "pericoli" dall’annichilimento del pensiero con un atteggiamento spesso sprezzante e provocante sul tema della mafia e del potere costituito, ma lascia anche ampio spazio alle ballate: canzoni all’apparenza più leggere ma che, partendo dal particolare, inducono a una riflessione generale sull’essenza dell’animo umano.

«È un disco partorito interamente nel cuore di Palermo e che credo si possa accostare metaforicamente a questo grande porto di mare, che racconta molto ma allo stesso tempo destina alcuni aspetti di sé solo a chi è capace di analizzare la realtà con una coscienza poco incline al perbenismo e alle convenzioni», sintetizza Salamone.

Tra i dieci brani che compongono il disco spiccano "Se non mi inganno", vera perla che racchiude appieno lo spirito dell’album, e "Paris", brano che è valso a Salamone la vittoria del premio per la miglior musica e il miglior testo all'ultima edizione del "Premio Anacapri Bruno Lauzi".

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