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Sembra un sogno di Gaudì ma invece è un capolavoro Liberty: palazzo Dato a Palermo

Sembra progettato da Antoni Gaudi, mano di iconici edifici di Barcellona alla fine dell'Ottocento: è invece Liberty, nome diverso per la stessa corrente artistica

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 26 luglio 2019

Palazzo Dato a Palermo

A guardarlo da fuori sembra che dentro ci debbano vivere gnomi, elfi e fate. Sembra una casa fantastica, magica, che riprende i movimenti della natura come alberi, fiori, foglie e rami. Palazzo Dato in via XX Settembre al numero 25 (ad angolo con la via XII Gennaio) è un capolavoro del Liberty palermitano.

Per costruirlo furono impiegati quattro anni, dal 1901 al 1904, ed è l'opera più importante dell'architetto Vincenzo Alagna (nato nel 1866 e morto nel 1931). Chiara l’influenza franco-belga dettata anche dalla conoscenza dell’autore delle opere parigine di Hector Guimard e di Henri Sauvage. Proveniente dalla scuola di Basile, si affermò come architetto Liberty, e progettò lasciando un segno della sua arte.

Il palazzo è progettato utilizzando un linguaggio modernista che Alagna apprese durante i suoi frequenti viaggi all'estero, un unicum rispetto all'architettura imperante in ambito palermitano. Amico del Pitrè, fu un appassionato studioso di architettura e, durante il mandato di assessore comunale ai lavori pubblici, si impegnò molto nella salvaguardia del patrimonio monumentale.

Umberto Di Cristina nel libro "Una capitale del Liberty" descrive il palazzo con queste parole: "Nella facciata di palazzo Dato, il colpo di frusta, tipico dell’espressione liberty, sembra vibrato, più che con steli, con una lamiera sottile che viene incollata, mentre ancora le vibrazioni sono in essere, sui paramenti murali. Gli intonaci si increspano, si arricciano, formano linee, volute, spirali raccogliendo mostre di finestre e sporgenze di mensole e balconi; l’uso del colore: su un fondo continuo dell’intonaco a spolvero, bicromo di ocra giallo e rossa. Dà poi alla pagina compositiva della facciata una vibrazione intensa che permane delicatamente nella memoria percettiva anche di chi passa fugacemente e alza appena lo sguardo sulla costruzione".

Sembra un edificio progettato da Antoni Gaudi (Antoni Gaudí i Cornet, 1852 – 1926), massimo esponente del modernismo catalano, stile che completò con un tocco personale appunto ispirato principalemente a forme naturali.

E proprio quel "modernismo" spagnolo non è altro che la nuova arte nota in Italia come Art Nouveau (termine coniato in Belgio) o stile Liberty esplodenedo alla fine dell'Ottocento e il primo decennio del 1900 e che influenzò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate.

Il nome Art Nouveau (letteralmente "arte nuova") era noto in Francia anche come Style Guimard, Style 1900 o École de Nancy, in Gran Bretagna fu noto come Art Nouveau insieme alle definizioni in lingua di Modern Style o Studio Style, mentre in Germania prese il nome di Jugendstil, in Austria Sezessionstil, nei Paesi Bassi Nieuwe Kunst (traduzione di Art Nouveau in olandese), in Polonia Secesja, in Svizzera Style sapin o Jugendstil, in Serbia e CroaziaSecesija, in Russia Modern e, in Spagna, quindi, Modernismo.

Il nome "Stile Liberty" che si diffuse in Italia deriva dai magazzini londinesi di Arthur Liberty, che esponevano regolarmente oggetti d'arte e tessuti disegnati in stile Art Nouveau alla fine del XIX secolo.

Altre costruzioni dello stesso architetto a Palermo da ricordare sono i palazzi Atenasio in via Mariano Stabile, Alagna in via Latini, Fanara in via Sammartino, Isnello in via Goethe, Prestana in via Roma e Ardizzone in via Maqueda.

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