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Sceglie di viverci e la percorre tutta in bici: da Roma Fred gira la Sicilia in 20 tappe

​​​​​​​Dietro questo viaggio c'è una forte storia personale, iniziata tre anni fa con un ricovero in ospedale. Nell'articolo Fred Casadei ci racconta la sua storia

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 27 giugno 2026

Fred Casadei

Venti tappe in venti giorni, per un totale di 1208 chilometri. Il 20 luglio Fred Casadei, contrabbassista romano che ha scelto di vivere in Sicilia ormai da undici anni, parte da Portopalo di Capo Passero in sella alla sua bici, completamente in solitario. L'idea è quella di girare tutta la Sicilia per raccontare i posti fuori dai soliti percorsi turistici, ma nasce soprattutto da un bisogno personale: quello di fermarsi e prendersi del tempo da dedicare a sé stesso.

Dietro questo viaggio c'è una forte storia personale, iniziata tre anni fa con un ricovero in ospedale: «Facevo una vita frenetica - racconta Fred a Balarm - suonavo la notte, mangiavo alle tre del mattino e dormivo a mezzogiorno. In più insegnavo sei ore al giorno nella mia scuola di musica. Ero a mille tutti i giorni, con quindici chili in più, finché il corpo ha detto basta».

Poi, il ricovero in ospedale per una forte aritmia dovuta allo stress: «Sono stato 11 ore con le flebo, avevo il cuore a 156 battiti al minuto da sdraiato. Lì mi sono detto: "E ora? Ammesso che io esca da questa cosa, che senso ha?". L'ho preso come un campanello d'allarme».

Da quel momento è tornato alla bicicletta e ha cambiato vita: «Per me la bici è proprio la mia terapia dalla vita. Fa bene al corpo, ma non vado a 50 all'ora e non me ne frega niente. Se vedo una stradina mi imbuco, vado a vedere dove porta, mi fermo, mi guardo intorno, scatto foto e faccio video».

Il viaggio, studiato tappa dopo tappa nei minimi dettagli per sei mesi, eviterà volutamente la Sicilia da cartolina. Dal profondo sud di Portopalo risalirà la costa toccando Siracusa, Catania, Messina, Milazzo, Palermo, Trapani e Agrigento. «Se vado a Siracusa non faccio vedere il teatro greco che conoscono tutti - racconta -. Voglio andare a Trapani e beccare la nonna Peppina che fa ancora le busiate alla trapanese come si faceva 80 anni fa.

Farò un paio di tappe più famose perché egoisticamente non le ho mai viste, come le saline di Trapani. Ma subito dopo Palermo andrò a Cinisi, dove c'è la Casa Museo di Peppino e Felicia Impastato, per raccontare una realtà che non è una meta da turismo di massa. E a Palermo andrò dai fratelli Cuticchio, dove Mimmo Cuticchio fa uno spettacolo incredibile interagendo con i pupi».

Un'avventura che ha trovato subito il sostegno di diversi sponsor che hanno coperto le prime spese logistiche: «È una bella spesa stare fuori venti giorni tra mangiare e dormire - spiega Fred - ma l'iniziativa è piaciuta e per questo ho fatto stampare dei completini ad hoc con i loghi di chi mi sostiene, per dare visibilità a questo meraviglioso sport e al territorio».

Da quando Fred ha reso pubblico il progetto, sono state molte le persone a chiedergli se potessero unirsi con le loro biciclette, e per quanto possa fare piacere un giro in bici in compagnia, le due cose non erano compatibili; perché sì, il progetto nasce da un’esigenza personale, senz’altro, ma per poter funzionare il protagonista deve essere uno solo, cioè Fred stesso.

È una decisione presa per rimettere ordine nei propri pensieri dopo anni passati a incastrare la fine della scuola di musica, i concerti estivi e le riaperture di settembre. «Questo viaggio devo farlo da solo, per me e basta. Se piove continuo a pedalare, se buco cambio la camera d'aria e riparto. Voglio vivermi ogni imprevisto con calma, fermandomi se vedo una stradina nuova o se voglio raccogliere un limone da un albero».

L'attrezzatura tecnica è ridotta al minimo sulla sua bici da corsa: quattro borse in tutto con lo stretto necessario, dai caricatori del telefono agli integratori, fino ai kit di emergenza meccanica. Le tappe saranno quotidiane, senza giorni di riposo, con una media di 60-70 chilometri l'una.

Per gestire il dislivello e il picco del caldo estivo, racconta la sua strategia: «Partirò la mattina molto presto, al massimo alle sei devo essere in bici per finire la tappa entro le nove del mattino». Una pianificazione precisa che ha incluso anche la salute: «Ho fatto una serie di esami del sangue e del cuore poco fa, volevo partire sicuro. La mia cardiologa mi ha detto: “Lo devi fare”».

I suoi affetti tifano tutti per lui, adesso mancano meno di venti giorni alla partenza e Fred documenta il tutto sulla pagina Instagram Fred Free Vibes e sul suo blog.

Il ritorno è previsto al suo punto di partenza, Portopalo e - a fine intervista - conclude: «Non so cosa aspettarmi su me stesso, ma sicuramente tornerò diverso e mi darà tanta ricchezza spirituale. Sono sicuro che andrò sempre di più nella direzione del prendermi del tempo per me stesso, staccare dalla fretta e trovare una nuova consapevolezza nel vivere le cose».
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