Su Instagram l'hai vista spiegare i diritti: Avvocathy, fenomeno (siciliano) sui social
Nella paura e nell'incertezza della pandemia nasce il profilo social di Cathy La Torre, che porta il suo mestiere online e rende la legge alla portata di tutti
Cathy La Torre, sui social è "Avvocathy"
Dai diritti civili purtroppo ancora oggi lesi ai gruppi social in cui "organizzano" stupri, dalla crisi energetica all'utilizzo consapevole (e non) dell'intelligenza artificiale. Insomma, dove c'è "Avvocathy" c'è una spiegazione a qualcosa che vale la pena ascoltare. La sua lotta comincia sin da quando ha 9 anni: una vita a combattere, prima dalla sua Castellammare del Golfo e poi tra Bologna, Milano e Roma. Adesso grazie ai caroselli o ai video nelle sue piattaforme, raggiunge tutto il mondo in un secondo.
«Ho vissuto pienamente l'ostracismo, la Primavera palermitana, le lenzuola bianche che pendevano dai balconi - racconta Cathy La Torre a Balarm -. Ho vissuto tante ingiustizie sin dai 9 anni, da lì ho capito che non potevo farmi andar bene tutto e qualcosa doveva cambiare. Ho sempre voluto svolgere la professione di avvocato. A 23 anni mi sono laureata a Bologna. All'età di 25 anni ero ancora patrocinatrice legale, potevo esercitare, ma nel 2005 ho aperto il mio studio legale e da lì non mi sono mai fermata».
Da lì continua la sua avventura e non si arresta, dedicandosi con determinazione e coraggio ai diritti che sentiva vicini da sempre: «21 anni fa i diritti civili non erano quelli di cui si parla adesso. Chiunque facesse parte di quella che adesso è la comunità LGBTQIA+ era un reietto, tra i dimenticati. È stata proprio un'urgenza per me parlarne e spiegare il diritto e i doveri con semplicità, perché riguarda tutti e non capisco perché non debbano essere comprensibili. Ci occupiamo anche di diritti legali all'equità.
Mi dicevano sempre che apprezzavano che non parlassi come altri avvocati, non in "legalese", ma il periodo della pandemia è stato cruciale per me».
Costretti a stare in casa a confrontarci con una realtà atipica, con nuovi equilibri e perennemente di fronte a uno schermo che fosse un pc, il cellulare e la televisione, spunta "Avvocathy", che "entra" in casa e con chiarezza spiega cosa stava accadendo fuori: «È iniziato durante la pandemia. Uscivano sempre i Dpcm, li leggevo e pensavo soltanto a quanto fossero complicati e cercavo di tradurli, principalmente per i miei cari. Mia nipote ci ha visto lungo e mi suggerisce di aprire dei canali social per spiegare al mondo documenti complessi, ma che in un modo o nell'altro incidevano tantissimo nella quotidianità.
Ho iniziato spiegando le regole. Le persone apprezzavano la mia semplicità in un momento di grande sconforto. E nel giro di pochi mesi hanno iniziato a seguirmi decine di migliaia di persone. E il resto è venuto da sé». Da lì per ogni fatto di cronaca e "turbolenza", che fosse politica o internazionale, c'è sempre "Avvocathy" che con un carosello o un video fa chiarezza e spiega la sua posizione. Un po' com'è avvenuto col caso di Asia Vitale, giovane palermitana tristemente nota per essere stata la vittima di uno stupro di gruppo al Foro Italico di Palermo nell'estate del 2023.
Attentissima anche ai diritti della donna, per Cathy Asia Vitale ha subito una doppia colpevolizzazione, una dinamica terribile a cui purtroppo le vittime di violenza sono soggette costantemente. Così come le donne che si ritrovano nei gruppi Telegram senza il proprio consenso o che vengono spogliate da un'intelligenza artificiale gestita da persone spietate.
Anche se Cathy vive tra Milano, Roma e Bologna, il suo cuore comunque batte sempre per la sua Sicilia, terra piena di contraddizioni dove, come dice lei stessa «servirebbe una realtà come quella che abbiamo costruito a Milano, Bologna e Roma. Poi qui ho la mia famiglia, Castellammare del Golfo resta casa mia.
Infatti anche qui, seppur a distanza, sono impegnata in molti fronti. Qui presenterò il mio libro "Tutte le volte che le donne" dove racconto storie che non vengono raccontate. Nessuno lo sa, ma le donne hanno inventato tantissimi strumenti come il tergicristallo, i riscaldamenti per l'auto. Immancabile la prima cura contro la lebbra e tanto altro che scrivo nel libro. Purtroppo le donne vengono sempre oscurate e dobbiamo lottare affinché non sia più così».
Che si tratti di rendere il diritto sempre più accessibile, smontare una fake news o fare luce su vicende poco chiare, Cathy La Torre continua a inseguire lo stesso obiettivo che l'accompagna fin da bambina: rendere la giustizia comprensibile. E mentre il suo impegno la porta in tutta Italia, il legame con la Sicilia resta saldo, perché autentico
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