"Terra di Madre" raccolte 64 impronte di siciliane: si arricchisce l'opera di Boscia
L’obiettivo è arrivare a 100. L’iniziativa nasce in onore delle donne che contribuiscono, lontano dai riflettori, ma da protagoniste allo sviluppo dell'Isola
L'installazione "Terra di Madre" di Domenico Boscia
L’obiettivo è arrivare a 100. L’iniziativa nasce in onore delle donne, solide e accoglienti, che contribuiscono giorno dopo giorno, lontano dai riflettori, ma da protagoniste, alla cura delle famiglie, delle comunità e della società attraverso un lavoro tenace e una dedizione appassionata. Si è partiti pensando di individuare alcune figure che rappresentassero il mondo produttivo, le istituzioni, il terziario, la cultura e il sociale. Nel giro di poco tempo sono arrivate alla Fondazione decine di segnalazioni di donne che non potevano mancare in questa straordinaria antologia (i nomi sono sul sito www.ilmadeinsicily.it).
Ciascuna con una storia unica e irripetibile. Mondi solo apparentemente distanti tra loro come potrebbe sembrare quello dell’archeologa Caterina Greco, ex Direttrice del Salinas di Palermo, e della giovane produttrice di ricotta e formaggi pluripremiati Giusi Coscino, a Chiusa Sclafani; di Cristina Galvano, arrivata dall’Ucraina e integrata dalla cooperativa Cotti in Fragranza, che si intreccia con quella di Sheuly Akter, che insegna bengalese ai bambini palermitani della Zisa, permettendo loro di giocare con i figli dei bengalesi trasferiti a Palermo. E ancora, le sfide di Giogia Lonardo, che, dalla sua stanzetta, ha calcato i palchi di tutta Italia, utilizzando le sue mani per far ascoltare musica ai non udenti, emozionata, nel raccontare la sua vita, tanto quanto Alessandra di Bartolo, valida imprenditrice.
Nell’edizione del 2026 un segnale speciale è stato dato a chi opera nella periferica di Palermo e il progetto Terra di Madre è stato sviluppato in collaborazione con la V Circoscrizione del Comune di Palermo, sostenuto dall’Assessorato Attività Produttive nell’ambito del programma Sicilia che piace. “Abbiamo aderito all’iniziativa Terra di Madre - spiega Andrea Aiello, Presidente della V Circoscrizione – perché siamo convinti nello spirito del progetto, che occorre riportare al centro dell’agenda pubblica le persone, gli individui che con il loro impegno se pure invisibile, fanno si che la città possa funzionare.
Un’attenzione che nei quartieri periferici ha anche un importante significato politico”. L’opera Terra di Madre è destinata al Museo Vivo delle Radici, che dovrebbe nascere nell’ex reclusorio femminile di proprietà dell’Istituto Opera Pia Santa Lucia a Ballarò, sulla carta un hub culturale di collaborazione artistica internazionale condivisa con le associazioni del territorio. Concludono Giovanni Callea e Davide Morici, presidente e vice presidente della Fondazione Made in Sicily: “Noi intendiamo rappresentare e raccontare le grandi capacità del popolo siciliano, sia in Sicilia sia nel mondo, in particolare attraverso il tema delle radici.
Questa mission ci ha portato a manifestare l’interesse a sviluppare il Museo Vivo delle Radici e nei prossimi giorni l’Istituto Opera Pia Santa Lucia comunicherà le sue decisioni. Noi crediamo che l’arte sia un grande collante nelle comunità e che sia il terreno fertile su cui far germogliare il quartiere in tutte le sue potenzialità. Se come auspichiamo la via proposta sarà accolta positivamente, l’ultima sessione dell’opera Terra di Madre verrà realizzata proprio al reclusorio femminile con il coinvolgimento di donne dei quartieri dell'Albergheria e di Ballarò.
Una scelta che intende riconoscere il ruolo svolto da queste comunità nella costruzione quotidiana della vita sociale del centro storico di Palermo e come segno simbolico di un atto di rinascita di questi luoghi che può e deve partire dalle donne”.
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