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Tutti ci passano accanto ma nessuno la vede: Cala Petrolo, ignorata e per questo bellissima

Nel trapanese c'è una spiaggia per lo più sconosciuta. In passato questa piccola insenatura a due passi da Castellammare del Golfo era uno dei moli d'approdo della città

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 15 luglio 2021

Cala Petrolo

Castellammare del Golfo è un paesino del trapanese famoso per le tante bellezze naturalistiche che ricadono sul suo territorio, come i faraglioni di Scopello, la baia di Guidaloca e la parte più orientale della riserva naturale orientata dello Zingaro, luoghi dalla bellezza incontaminata dove il tempo sembra si sia fermato ad un'altra epoca, dove fare il bagno è un piacere a tutto tondo.

Ma in pochi conoscono le bellezze racchiuse dentro il paesino che spesso è solo un luogo di passaggio per raggiungere altre mete. Ebbene, a pochi passi dal centro storico di Castellammare del Golfo si arriva in una spiaggia praticamente sconosciuta: Cala Petrolo.

In passato questa piccola insenatura era uno dei moli d'approdo della città, oggi è una delle spiagge più belle e soprattutto facili da raggiungere anche a piedi dal centro del paese ma poco conosciuta. Il fondale è profondo sin da subito mentre la spiaggia è fatta sia di sabbia che di ciottoli.



È possibile noleggiare sia ombrelloni che sdraio in un piccolo lido per godersi il mare azzurro e limpido in tutta tranquillità oppure godere della spiaggia in totale libertà. Consigliatissimo l'aperitivo al tramonto a Cala Petrolo è sicuramente una delle cose da fare durante una vacanza a Castellammare del Golfo.

Negli scorsi mesi il comune di Castellammare del Golfo ha indetto un concorso di idee per la progettazione del collegamento pedonale tra il piazzale del castello dal lato mare, con cala Petrolo e la spiaggia Playa e a vincere è stato lo studio milanese Ro.k, ma è milanese solo per la sede dello studio, i due architetti, compagni nella vita e nel lavoro, sono Sergio Romeo, di Palermo e Anastasia Kucherova di Mosca.

Due giovani che hanno una vera e propria passione per il loro lavoro, sono attenti alla ricerca sui materiali e sugli stili, ma ancor di più sono attenti alla riqualifica degli spazi, dei luoghi e dei territori.

«Abbiamo vinto il concorso, il compenso è davvero irrisorio, ma non è quello che ci interessa in questo caso - spiega Sergio Romeo - siamo più interessati a contribuire al processo di crescita di quel territorio, che amiamo molto. A Milano abbiamo fatto molta esperienza, lavoriamo con studi di architettura internazionale, e ci piace mettere a servizio della Sicilia il nostro Know-how. Generalmente vinciamo progetti fuori dall'Italia, questo è il primo che vinciamo qui».

La costa castellammarese comprende sia tratti sabbiosi (tra cui la spiaggia di sabbia finissima della "Plaja"), sia tratti rocciosi (costituiti dalle calette a nord-ovest del centro abitato). La spiaggia "La Plaja" è la spiaggia più grande di Castellammare del Golfo. Si trova a est della città e ha inizio subito dopo la foce del fiume San Bartolomeo. All'interno del paese si trova Cala Petrolo (subito dopo Punta Nord Est, venendo dalla spiaggia La Playa) e la piccola spiaggia della marina, nei pressi del porto.

Il nuovo percorso è un segno pronunciato ma allo stesso tempo rispettoso del contesto in cui si inserisce e di cui rispecchia l'identità storica ed estetica. Una linea bianca che crea un collegamento visivo con il Piazzale Stenditoio per scomparire, integrandosi con il percorso esistente della muraglia di pietra sovrastante la Cala Petrolo.

Il progetto presentato dai due architetti innamorati di Castellammare vorrebbe ricucire queste parti per rendere più fruibile tutto il litorale con un'unica passeggiata: «Il collegamento tra la piazza del castello con le mura di Cala Priolo e la Plaja - spiega Romeo - servono per armonizzare il paesaggio. Speriamo che grazie a questo intervento e ad altri simili, Castellammare del Golfo, venga scoperto e amato da quanta più gente possibile e non venga più usato come luogo per una sosta breve per raggiungere altri posti ma che sia un punto privilegiato come merita di essere».

Oltre ai collegamenti tra i tre punti i due architetti hanno immaginato anche l'inserimento nel contesto di arredi urbani, coperture, piante e pannelli informativi.
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