Il Lunette Saxophone quartet in concerto al cortile dello Steri di Palermo
Un giovane quartetto formato da sassofoniste olandesi che demistificano la musica classica con inserimenti contemporanei: il Lunette Saxophone quartet arriva da Zwolle e le quattro ragazze si sono incontrate durante i loro studi al Conservatorio.
Caratteri diversi, giovani e dinamiche, si completano a vicenda e la loro musica va da Bach a Gershwin, Bernstein e Piazzolla. Puck van der Hoeven (sax soprano), Hanneke Veldhuizen (sax contralto), Inge Mulder (sax tenore) e Daphne Wesseling (sax baritono) si esibiranno martedì 13 agosto alle 21 nel cortile dello Steri per "Palermo Classica".
Il programma parte da “Il volo del calabrone” di Nikolai Rimsky-Korsakov che incontra “Per Elisa” di Beethoven in un mashup originale e vitale. Da “Candide”, operetta comica Broadway style che nel 1956 Leonard Bernstein trasse da Voltaire, si ascolterà l’ouverture per poi passare alle pagine musicali di Isaac Albéniz in terra spagnola.
Normale approdare a Gershwin, passando per le prime orchestre del Novecento e alla “Jazz Suite n. 2” di Dmitrij Shostakovich tra valzer e polka, per chiudere con l’impetuoso tango di Piazzolla e la raffinata ricerca sonora del sassofonista spagnolo Pedro Iturralde.
Caratteri diversi, giovani e dinamiche, si completano a vicenda e la loro musica va da Bach a Gershwin, Bernstein e Piazzolla. Puck van der Hoeven (sax soprano), Hanneke Veldhuizen (sax contralto), Inge Mulder (sax tenore) e Daphne Wesseling (sax baritono) si esibiranno martedì 13 agosto alle 21 nel cortile dello Steri per "Palermo Classica".
Il programma parte da “Il volo del calabrone” di Nikolai Rimsky-Korsakov che incontra “Per Elisa” di Beethoven in un mashup originale e vitale. Da “Candide”, operetta comica Broadway style che nel 1956 Leonard Bernstein trasse da Voltaire, si ascolterà l’ouverture per poi passare alle pagine musicali di Isaac Albéniz in terra spagnola.
Normale approdare a Gershwin, passando per le prime orchestre del Novecento e alla “Jazz Suite n. 2” di Dmitrij Shostakovich tra valzer e polka, per chiudere con l’impetuoso tango di Piazzolla e la raffinata ricerca sonora del sassofonista spagnolo Pedro Iturralde.














