Ironia e giochi mentali con Sathor e Giovanni Nanfa: "Interfacciamoci" al Jolly di Palermo
Sathor e Giovanni Nanfa
Cosa succede quando un umorista e un mentalista decidono di condividere lo stesso palco? La risposta arriva al Teatro Jolly di Palermo con "Interfacciamoci", spettacolo brillante con Giovanni Nanfa e Sathor in scena dal 29 al 31 maggio.
Lo show nasce proprio dall’incontro – e dallo scontro ironico – tra due linguaggi apparentemente lontani: da una parte l’umorismo tagliente di Giovanni Nanfa, dall’altra gli esperimenti mentali e la lettura del pensiero di Sathor, nome d’arte di Roberto Lo Nigro.
Il risultato è uno spettacolo costruito sull’assenza della quarta parete e sul coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato continuamente a entrare nel gioco teatrale tra comicità, telepatia e osservazione della società contemporanea.
Tra esperimenti intriganti e situazioni surreali, "Interfacciamoci" attraversa i piccoli e grandi paradossi della quotidianità, dalla comunicazione medico-paziente ai rapporti marito-moglie, passando per le contraddizioni educative delle nuove generazioni e perfino una rilettura ironica dei Bronzi di Riace "ripescati" nel mare di Brucoli.
Lo spettacolo alterna così comicità, improvvisazione e momenti di mentalismo in cui la lettura del pensiero diventa il pretesto per riflettere – sempre con leggerezza – sul bisogno di comunicare e "interfacciarsi" davvero con gli altri.
Lo show nasce proprio dall’incontro – e dallo scontro ironico – tra due linguaggi apparentemente lontani: da una parte l’umorismo tagliente di Giovanni Nanfa, dall’altra gli esperimenti mentali e la lettura del pensiero di Sathor, nome d’arte di Roberto Lo Nigro.
Il risultato è uno spettacolo costruito sull’assenza della quarta parete e sul coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato continuamente a entrare nel gioco teatrale tra comicità, telepatia e osservazione della società contemporanea.
Tra esperimenti intriganti e situazioni surreali, "Interfacciamoci" attraversa i piccoli e grandi paradossi della quotidianità, dalla comunicazione medico-paziente ai rapporti marito-moglie, passando per le contraddizioni educative delle nuove generazioni e perfino una rilettura ironica dei Bronzi di Riace "ripescati" nel mare di Brucoli.
Lo spettacolo alterna così comicità, improvvisazione e momenti di mentalismo in cui la lettura del pensiero diventa il pretesto per riflettere – sempre con leggerezza – sul bisogno di comunicare e "interfacciarsi" davvero con gli altri.
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