"La cena" di Walter Manfrè in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania
In scena al Piccolo Teatro della Città "La Cena", uno spettacolo di Giuseppe Manfridi, diretto da Walter Manfrè. Sul palco, una sontuosa tavola apparecchiata per trenta persone, spettatori inclusi. Un capocameriere che serve dell’ottimo vino.
Attorno alla tavola de "La Cena", assieme agli spettatori, siedono l’attore modicano Andrea Tidona, nel ruolo del padre, affiancato da Chiara Condrò (la figlia), Stefano Skalkotos (il genero), Cristiano Marzio Penna (il maggiordomo) che avviano una discussione riguardante misteriosi affari di famiglia di natura assolutamente personale che turberanno gli invitati. Un’opera carica di tensione drammatica e di ironia.
La trama racconta del ritorno a casa di una figlia, allontanatasi da qualche tempo. Un rappacificamento è ciò che tutti si attendono, ma non il malefico padre che prepara una macchinazione infernale e un inganno per la figlia (di cui è comunque invaghito) e per il futuro genero. L’uomo riesce a solleticare gli istinti dei due giovani e opera magistralmente per far venire a galla i lati peggiori di tutti: il giovane è debole e avido, il maggiordomo assetato di denaro, la figlia ha la forza di reagire ma si accontenta di un amore forse non vero.
Attorno alla tavola de "La Cena", assieme agli spettatori, siedono l’attore modicano Andrea Tidona, nel ruolo del padre, affiancato da Chiara Condrò (la figlia), Stefano Skalkotos (il genero), Cristiano Marzio Penna (il maggiordomo) che avviano una discussione riguardante misteriosi affari di famiglia di natura assolutamente personale che turberanno gli invitati. Un’opera carica di tensione drammatica e di ironia.
La trama racconta del ritorno a casa di una figlia, allontanatasi da qualche tempo. Un rappacificamento è ciò che tutti si attendono, ma non il malefico padre che prepara una macchinazione infernale e un inganno per la figlia (di cui è comunque invaghito) e per il futuro genero. L’uomo riesce a solleticare gli istinti dei due giovani e opera magistralmente per far venire a galla i lati peggiori di tutti: il giovane è debole e avido, il maggiordomo assetato di denaro, la figlia ha la forza di reagire ma si accontenta di un amore forse non vero.














