"Le cose che verranno": la proiezione del film al Daedalum in Sant'Aniano
Appuntamento con la rassegna "Un Film, una Vita" al Daedalum in Sant'Aniano: sabato 17 novembre viene proiettato il film di Mia Hansen-Løve "Le cose che verranno", con Isabelle Huppert, André Marcon, Roman Kolinka, Edith Scob, Sarah Lepicard.
Trama: Nathalie ha cinquantacinque anni, due figli, un marito e una madre fragile. Insegnante di filosofia, la sua vita si muove tra casa e scuola, principi filosofici e interrogativi morali. Affidabile, onesta e leale, Nathalie si prende cura della sua famiglia e di una madre anziana sfinita dalla vita. Il suo procedere spedito dentro le cose umane è interrotto dalla confessione improvvisa del consorte, che vuole lasciarla per un'altra, e dalla morte della madre, ricoverata a malincuore in una casa di riposo. Disorientata dal doppio abbandono e da una libertà ritrovata, Nathalie ripiega nel 'rifugio' di un ex allievo brillante e anarcoide. In quell'intervallo esistenziale e in compagnia di una gatta nera ereditata, ritrova il senso e il bandolo di sé. A trentacinque anni e nello spazio di cinque film, Mia Hansen-Løve s'impone come uno dei talenti più luminosi del giovane cinema francese. Portatrice sana di prodigiosa e secca eleganza, di economia narrativa e costruzione sentimentale di un eroe, di un'eroina o di un movimento artistico (Eden), l'autrice francese esplora con L'avenir i suoi temi prediletti: il tempo (che passa), l'abbandono e la riaffermazione di sé. Ma c'è una novità. Mia Hansen-Løve si allontana dalle rive della giovinezza per avventurarsi nella stagione della maturità con una protagonista che voleva essere amata per sempre...
Trama: Nathalie ha cinquantacinque anni, due figli, un marito e una madre fragile. Insegnante di filosofia, la sua vita si muove tra casa e scuola, principi filosofici e interrogativi morali. Affidabile, onesta e leale, Nathalie si prende cura della sua famiglia e di una madre anziana sfinita dalla vita. Il suo procedere spedito dentro le cose umane è interrotto dalla confessione improvvisa del consorte, che vuole lasciarla per un'altra, e dalla morte della madre, ricoverata a malincuore in una casa di riposo. Disorientata dal doppio abbandono e da una libertà ritrovata, Nathalie ripiega nel 'rifugio' di un ex allievo brillante e anarcoide. In quell'intervallo esistenziale e in compagnia di una gatta nera ereditata, ritrova il senso e il bandolo di sé. A trentacinque anni e nello spazio di cinque film, Mia Hansen-Løve s'impone come uno dei talenti più luminosi del giovane cinema francese. Portatrice sana di prodigiosa e secca eleganza, di economia narrativa e costruzione sentimentale di un eroe, di un'eroina o di un movimento artistico (Eden), l'autrice francese esplora con L'avenir i suoi temi prediletti: il tempo (che passa), l'abbandono e la riaffermazione di sé. Ma c'è una novità. Mia Hansen-Løve si allontana dalle rive della giovinezza per avventurarsi nella stagione della maturità con una protagonista che voleva essere amata per sempre...














