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"Damnatio Meomoriae": la personale di José Florentino

Archeofficina presenta, mercoledì 2 novembre alle 19, una personale fotografica di José Florentino, "Damnatio Meomoriae", inserita all'interno della rassegna culturale "Art&Ground", aperta al pubblico fino all'11 dicembre.

La condanna del fotografo è l'eterna damnatio memoriae della sua vita. Ogni volta che all'artista viene chiesto di esporre o di pubblicare una fotografia, egli apre il suo archivio e viene inondato di ricordi.

La condanna sta in questa dolorosa riscoperta di memorie che, affiorando nel buio della camera oscura dall'immagine fotografica, lasciano riemergere momenti che l'artista, nel suo intimo, avrebbe voluto rimuovere permanentemente.

Una rimozione impossibile, per l'artista che ha scelto la fotografia come linguaggio. Le immagini sono memoria e, in quanto tali, parte integrante dell'artista stesso. Fisse nella pellicola, sono echi immortali di un passato che, pur avendo fatto il suo corso, si ripresenta periodicamente con violenza.

Anticamente, tramite la condanna della damnatio memoriae, si rinnegava l'esistenza di una persona, la si cancellava da dipinti, statue, documenti: nessuno doveva ricordarla. E se invece fosse una pena ancora più violenta l'esposizione di quelle immagini, l'esorcismo? Ma soprattutto: chi è il condannato? Il fotografo, il soggetto?

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