I Greci, ma ce li siamo meritati?
Kamarina, Morgantina, Mozia, le cave di Cusa, le rovine a Gela. Nomi di luoghi straordinari fondati dagli antichi Greci in Sicilia. Siti che traspirano intelligenza, gusto, capacità di comprendere il posto e quasi di interpretarlo, freschezza nel godersi la posizione, i venti, la vista, il clima e una sapienza straordinaria nel costruirci sopra città di marmo e pietra.
Luoghi che ci raccontano di un popolo che “aveva capito tutto” duemila anni fa: un’intuizione che ci dà un senso di vertigine, di sbalordimento. Nel chiostro del museo archeologico Salinas, a raccontare la Sicilia greca è l’antropologo Franco La Cecla, che per quattro mesi ha attraversato l’Isola in lungo e in largo alla ricerca di templi, cavee, teatri, necropoli, santuari per realizzare una guida “on the road” che sarà pubblicata da Il Mulino.
Con lui, la curatrice de “Le Vie dei Tesori”, Laura Anello. Un tour per scoprirsi “pieno di invidia per questi greci che con grande razionalità squadravano una Manhattan su un promontorio e la trasformavano in un posto dolce da vivere”. L'iniziativa rientra nel programma del Festival "Le vie dei tesori".














