Presentazione del libro "La spartenza"
Si presenta "La spartenza", il libro che racchiude le memorie di Tommaso Bordonaro, contadino palermitano nato nei primi anni del ‘900 che, avvalendosi di un italiano ingenuo ed essenziale, affida alle carte il racconto della sua vita, dall’adolescenza all’età matura, soffermandosi sulla dolorosa esperienza dell’emigrazione verso gli Stati Uniti. soffermandosi sulla dolorosa esperienza dell’emigrazione verso gli Stati Uniti. Alla presentazione interverranno il sindaco di Bolognetta Antonino Tutone, l’assessore Patrizia Vilardi, la prof.ssa Marina Castiglione dell’Università di Palermo, il curatore Santo Lombino. Filmati e musiche di Salvo Guttilla.
Edito per la prima volta da Einaudi nel 1991 a seguito della vittoria del Premio Pieve Santo Stefano, il testo, ormai fuori catalogo da molti anni, è stato riproposto dalla casa editrice indipendente Navarra Editore all’interno di Memorie dal sottosuolo, collana nata con lo scopo di ridare nuova vita a libri che, pur essendo stati pubblicati in tempi e contesti dissimili dagli odierni, presentano contenuti, storie e temi tali da renderli adatti ad aprire un dialogo con la contemporaneità.
Una nuova prefazione di Goffredo Fofi, un’inedita nota del curatore, Santo Lombino, un glossario realizzato da Gianfranco Folena per facilitare la comprensione linguistica del testo, un’intervista rilasciata dall’autore a Santo Lombino nel 1995, e un’appendice fotografica tratta dall’archivio Millestorie, impreziosiscono questa nuova edizione, offrendo una nuova veste ad un testo che alla sua prima uscita aveva attirato su di sé l’attenzione della critica e l’interesse di intellettuali del calibro di Natalia Ginzuburg, autrice della prefazione dell’edizione di Einaudi.
Testimonianza storica depositaria di una memoria collettiva, l’autobiografia di Tommaso Bordonaro affronta “una prima persona come altri e tanti hanno fatto prima di lui, ma il cui risultato non è un documento di storia orale, un’intervista trascritta o registrata, bensì un’opera letteraria vera e propria”, sottolinea nella prefazione Goffredo Fofi, che più avanti si sofferma anche sulle caratteristiche linguistiche dell’opera, su “quest’italiano essenziale che va subito al sodo, e che è quello delle antiche cronache perché il tempo passa lentamente per i senza-storia, ma che è nutrito di dialetto e di slang, di siciliano di italiano di inglese, o meglio, di americano”.














