"Ordinaria Violenza. Anno 1955": lo spettacolo di Fortunato Calvino in scena allo spazio Xinergie
In scena nella sala multifunzionale Xinergie a Palermo “Ordinaria Violenza. Anno 1955” di Fortunato Calvino, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L'evento è a cura di Liberi Tutti.
In quest'opera, l'autore napoletano delinea il ritratto di una società malata in cui le donne sono accecate da amori impossibili e difendono i loro carnefici, disattendendo continuamente i consigli di parenti e amici che invano tentano di salvarle da una sofferenza quotidiana che potrebbe portarle anche alla morte.
In “Anno 1955” Anna, vittima di un marito malato di una gelosia insana che gli fa commettere continue violenze e soprusi, giustifica l'oltraggioso comportamento, con gli orrori e la disperazione subiti durante la guerra. Questo doloroso legame andrà avanti per tutta la vita e testimone di questa tormentata esistenza sarà il figlio, prima ragazzo e poi adulto, il quale inevitabilmente ne porterà con sé il ricordo e le conseguenze.
La storia narrata sembra porsi come esempio, come monito per le donne-madri del terzo millennio a non cadere nello stesso inganno, e a vivere la loro vita libere senza il timore di un uomo che le opprima e le oltraggi, com'è successo ad Anna e a tante come lei. Per temi e linguaggio lo spettacolo è rivolto ad un pubblico adulto.
In quest'opera, l'autore napoletano delinea il ritratto di una società malata in cui le donne sono accecate da amori impossibili e difendono i loro carnefici, disattendendo continuamente i consigli di parenti e amici che invano tentano di salvarle da una sofferenza quotidiana che potrebbe portarle anche alla morte.
In “Anno 1955” Anna, vittima di un marito malato di una gelosia insana che gli fa commettere continue violenze e soprusi, giustifica l'oltraggioso comportamento, con gli orrori e la disperazione subiti durante la guerra. Questo doloroso legame andrà avanti per tutta la vita e testimone di questa tormentata esistenza sarà il figlio, prima ragazzo e poi adulto, il quale inevitabilmente ne porterà con sé il ricordo e le conseguenze.
La storia narrata sembra porsi come esempio, come monito per le donne-madri del terzo millennio a non cadere nello stesso inganno, e a vivere la loro vita libere senza il timore di un uomo che le opprima e le oltraggi, com'è successo ad Anna e a tante come lei. Per temi e linguaggio lo spettacolo è rivolto ad un pubblico adulto.














