Les morts
Uno spazio che potrebbe trovarsi in Germania nelle recuperate fabbriche del carbone, un regista e una selezione di autori francesi, un gruppo di giovanissimi attori di Palermo, anche esordienti, uno sperimentalissimo incontro tra teatro e cinema con i giovani allevi del Centro Sperimentale di Cinematografia, le traduzioni di Florinda Pecoraio e tante altre collaborazioni europee. Sono questi gli ingredienti del formidabile cocktail europeo che va in scena giovedì 28 alle ore 21 alle Tre Navate.
“Les morts”,questo il titolo, rappresenta il primo momento di un progetto che porterà ad una produzione completa nei prossimi mesi. Georges Lavaudant, che è stato cittadino della nostra città per un mese, abitando nel centro storico e facendo la spesa nei nostri lussureggianti mercati, vuole tornare a completare il lavoro, che sarà presentato in forma di saggio, con ingresso riservato a inviti. Una residenza “Master Class” voluta dal Teatro Garibaldi di Palermo alla kalsa di Matteo Bavera, finanziata dall’Institut Francaise di Parigi, nell’ambito di un accordo di collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Unione dei Teatri d’Europa. Accordo che ha visto nei giorni scorsi al Biondo la partecipazione di Palermo al progetto europeo “Atelier dei 200”, con 4 registi internazionali, tra i quali lo stesso Lavaudant.
Una premessa concreta per le iniziative che dovranno portare la nostra Città a diventare Capitale della Cultura nel 2019. Un soffio d’Europa che passa attraverso le stradine dei Cantieri, mai animate e vitali come in questo momento. Un lavoro raffinato e minimalista, che la ristrettezza di mezzi e l’esiguità dei finanziamenti alla Cultura in Italia, non penalizzano. Grazie alle tante collaborazioni, cittadine ed europee, che hanno permesso la realizzazione del progetto. Un piccolo modello della necessità di fare rete europea per Palermo. Georges Bataille, che Franco Scaldati,così prossimo a questo autore, scandisce con la sua voce off, Balzac e Rimbaud tra i testi che compongono la regia di Lavaudant. In scena Nike Pirrone, Maria Palazzo, Elena Beninati, Giuseppe Cannella, Daniele Profeta,Marzia e Donatella Messina.
Alcune immagini girate dai giovanissimi registi del CSC guidati da Paolo Ferrari, docente di Fotografia, sono entrate di forza a far parte della messinscena. Fotografie, voci, immagini, raffinatissime colonne sonore e tableau vivant, fotografati dalle luci del regista di Grenoble, sono gli elementi della regia di Lavaudant, assecondato da un gruppo di attori che ha voluto apprendere caparbiamente la lezione di un teatro che viene da un’altra parte d’Europa.
Un’altra valenza didattica, del progetto di Matteo Bavera, che proviene dal lungo lavoro di Georges Lavaudant nella formazione di giovani attori francesi. Il regista è stato per 9 anni direttore dell’Odeon di Parigi, dopo Strehler,e porta impressi nella sua carriera le grandi lezioni dei maestri che ha ospitato nel suo Teatro, da Gruber a Lupa fino a Romeo Cstellucci a Marthaler e Wilson, anche se su tutti spicca,nella sua idea di Teatro, Carmelo Bene.
Ai primi di Gennaio con gli allievi del Conservatore di Parigi ha realizzato un saggio sul nostro grande autore, nell’ambito di un omaggio d’oltralpe al genio di tutti i tempi. Lavaudant infine ha accettato di confrontarsi e di essere parte del progetto di rinascita di Palermo, nonostante le condizioni produttive e tecniche non siano quelle dei grandi teatri europei dove ha l’abitudine di lavorare, i suoi giorni nella nostra città non avranno certo il segno dell’indifferenza.














