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Scrusciu

"Scrusciu", è il titolo di questa piece teatrale, uno spaccato della Palermo storica dove si mette a nudo il degrado ma anche la voglia di recupero non soltanto morale. In questa Palermo intrisa di ricordi, si intrecciano le vite di quattro “barboni” aventi storie diametralmente opposte ma che si accomunano nella esasperata ricerca di un qualcosa.

Questo qualcosa si oggettivizza in una madre, in un amore perduto, nella voglia stessa di vivere e nella ricerca della pace eterna, ricominciando proprio da dove il degrado è più evidente restituendo ciò che ormai è perso della” felicissima” Palermo. E sono proprio i suoi figli più bistrattati che ritornano da una forzata alienazione mentale a dare vita ad una parte di Palermo diversa, ritrovando antichi valori che si scontrano con la realtà che attualmente ci circonda. Gli aspetti tragici della rappresentazione ruoteranno intorno a sfumature ironiche.

La componente lirica è dominante ed è giocata tra un impianto che appare persino monologico, inchiodato alla coscienza quasi solitaria di una metafora naturalistica che costruisce il suo connotato scenico in termini surrealistici. Il dialetto si presta mirabilmente alla realizzazione di questo progetto, perché il suo calco di usualità serve bene all’enfatizzazione tragicomica dei protagonisti.

Quindi, questo spettacolo prevede anche il recupero di una terminologia dialettale ormai quasi sconosciuta alle nuove generazioni. Dialetto, quindi, come rafforzamento comunicativo bilinguale e come antiseparatismo. Dialetto come politica, storia, dialettica e cultura. Per continuare a sentire quell’emozione, quell’ amore ritrovato, quell’espressione sentimentale che provoca un palpito frenetico dentro i nostri cuori che non è un semplice rumore ma è "Scrusciu". Spettacolo di Carlo D'Aubert, con: Carlo D'Aubert, Rosaria Sfragara, Antonino Saccone, Rosario Versaggio, Roberto Pepoli, e la partecipazione di Jo Rizzo. Regia di Carlo D'Aubert, assistente alla regia Cinzia Randazzo.

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