Un quartetto d’archi per la Palestina: il concerto ai Cantieri alla Zisa di Palermo
Quartetto Obliquo
"Free Palestine" è il titolo di un lavoro ancora in corso: una serie di oltre 160 composizioni per quartetto d’archi nate dall’urgenza di reagire artisticamente a ciò che sta accadendo a Gaza. Non un’opera “a tema”, ma un processo aperto, che utilizza la musica per richiamare l’attenzione, denunciare le responsabilità e affermare la possibilità — e il dovere — di fare qualcosa, anche attraverso il suono.
John King, compositore e violinista statunitense da sempre attento al rapporto tra musica e realtà politica, affida a queste partiture una funzione chiara: trasformare l’ascolto in atto di consapevolezza. Le sue composizioni dialogano con brani di Gabriella Smith e Paul Wiancko, ampliando il campo sonoro e creando un percorso che intreccia linguaggi diversi all’interno della scrittura per archi.
Sul palco il Quartetto Obliquo, formato da Angelica Faccani e Agnese Amico ai violini, Angelica Groppi alla viola e Gabriele Tai al violoncello.
Il concerto è anche un momento concreto di solidarietà. Durante la serata, infatti, è possibile effettuare donazioni a sostegno del Mutuo Soccorso per Gaza, attraverso le piattaforme https://eleelnaelak.org/ e https://opencollective.com/the-sameer-project
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