Un quartetto d’archi per la Palestina: il concerto ai Cantieri alla Zisa di Palermo
Quartetto Obliquo
La musica concepita come gesto politico, come presa di parola necessaria di fronte all’orrore è protagonista a Palermo. Sabato 17 gennaio alle ore 21.00, alla Sala Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa, arriva "Free Palestine", il progetto di John King insieme al Quartetto Obliquo, un concerto che unisce creazione contemporanea e impegno civile.
"Free Palestine" è il titolo di un lavoro ancora in corso: una serie di oltre 160 composizioni per quartetto d’archi nate dall’urgenza di reagire artisticamente a ciò che sta accadendo a Gaza. Non un’opera “a tema”, ma un processo aperto, che utilizza la musica per richiamare l’attenzione, denunciare le responsabilità e affermare la possibilità — e il dovere — di fare qualcosa, anche attraverso il suono.
John King, compositore e violinista statunitense da sempre attento al rapporto tra musica e realtà politica, affida a queste partiture una funzione chiara: trasformare l’ascolto in atto di consapevolezza. Le sue composizioni dialogano con brani di Gabriella Smith e Paul Wiancko, ampliando il campo sonoro e creando un percorso che intreccia linguaggi diversi all’interno della scrittura per archi.
Sul palco il Quartetto Obliquo, formato da Angelica Faccani e Agnese Amico ai violini, Angelica Groppi alla viola e Gabriele Tai al violoncello.
Il concerto è anche un momento concreto di solidarietà. Durante la serata, infatti, è possibile effettuare donazioni a sostegno del Mutuo Soccorso per Gaza, attraverso le piattaforme https://eleelnaelak.org/ e https://opencollective.com/the-sameer-project
"Free Palestine" è il titolo di un lavoro ancora in corso: una serie di oltre 160 composizioni per quartetto d’archi nate dall’urgenza di reagire artisticamente a ciò che sta accadendo a Gaza. Non un’opera “a tema”, ma un processo aperto, che utilizza la musica per richiamare l’attenzione, denunciare le responsabilità e affermare la possibilità — e il dovere — di fare qualcosa, anche attraverso il suono.
John King, compositore e violinista statunitense da sempre attento al rapporto tra musica e realtà politica, affida a queste partiture una funzione chiara: trasformare l’ascolto in atto di consapevolezza. Le sue composizioni dialogano con brani di Gabriella Smith e Paul Wiancko, ampliando il campo sonoro e creando un percorso che intreccia linguaggi diversi all’interno della scrittura per archi.
Sul palco il Quartetto Obliquo, formato da Angelica Faccani e Agnese Amico ai violini, Angelica Groppi alla viola e Gabriele Tai al violoncello.
Il concerto è anche un momento concreto di solidarietà. Durante la serata, infatti, è possibile effettuare donazioni a sostegno del Mutuo Soccorso per Gaza, attraverso le piattaforme https://eleelnaelak.org/ e https://opencollective.com/the-sameer-project
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