Addio a Roberto Lo Sciuto: scenografo e storico collaboratore del Teatro Massimo
Autore di numerosi allestimenti scenici, teatrali e cinematrografici, a Palermo era celebre anche per le sue "Teste di legno", rielaborazione dei pupi siciliani
Roberto Lo Sciuto
Scenografo e storico collaboratore del Teatro Massimo, di cui ha firmato importanti allestimenti. Definito da chi lo ha conosciuto un "indimenticabile poeta visivo". Addio a Roberto Lo Sciuto, morto la mattina di martedì 14 luglio, scenografo, storico collaboratore e Capo reparto attrezzisti costruttori del Teatro Massimo.
Scenografo, autore di numerosi allestimenti scenici, teatrali, cinematrografici e di illustrazioni per progetti editoriali. Era un artista che sapeva muoversi fra la tradizione e la modernità. Celebre a Palermo anche per le sue "Teste di legno", che creava nel suo atelier – una vera "bottega" colorata, nelle scuderie di palazzo Merlo. Piccole sculture di legno, teste appunto, che richiamano i tradizionali pupi siciliani. Lo Sciuto era riuscito nell'impresa di rimettere i pupi al mondo, regalando loro una vita ulteriore, in modo originale, moderno, molto pop, rendendoli contemporanei.
L'attore e regista Gigi Borruso scrisse che nelle teste di Lo Sciuto ci sono «lo stupore e la magia degli oggetti che popolano l'immenso magazzino di un teatro. Ridar vita agli oggetti e provare a rifare il mondo, conoscendone la duplice essenza, l'abbandono e il gioco: ecco questa credo sia l'essenza delle variopinte teste di Lo Sciuto».
Militante del partito radicale. C'è chi, sui social, racconta di averlo conosciuto nella sede del partito di vicolo Castelnuovo.
La Fondazione Teatro Massimo di Palermo esprime il più profondo e sentito cordoglio per la sua scomparsa: «Con la sua colta sensibilità artistica, la sua straordinaria maestria di scenografo e la sua dedizione, Roberto ha accompagnato per molti anni la vita del Teatro Massimo, curando progetti, allestimenti e pubblicazioni che hanno saputo raccontarne la bellezza e l'immaginario con uno sguardo unico e originale.
Di lui resteranno - prosegue la Fondazione - la grande generosità umana e il segno tangibile di una sensibilità artistica rara. Nel ricordarne l'estro generoso e l'instancabile amore per il teatro, il presidente, il sovrintendente, il Consiglio d'indirizzo e l'intera comunità del Teatro Massimo si uniscono al dolore dei familiari e dei tanti amici».
Scenografo, autore di numerosi allestimenti scenici, teatrali, cinematrografici e di illustrazioni per progetti editoriali. Era un artista che sapeva muoversi fra la tradizione e la modernità. Celebre a Palermo anche per le sue "Teste di legno", che creava nel suo atelier – una vera "bottega" colorata, nelle scuderie di palazzo Merlo. Piccole sculture di legno, teste appunto, che richiamano i tradizionali pupi siciliani. Lo Sciuto era riuscito nell'impresa di rimettere i pupi al mondo, regalando loro una vita ulteriore, in modo originale, moderno, molto pop, rendendoli contemporanei.
L'attore e regista Gigi Borruso scrisse che nelle teste di Lo Sciuto ci sono «lo stupore e la magia degli oggetti che popolano l'immenso magazzino di un teatro. Ridar vita agli oggetti e provare a rifare il mondo, conoscendone la duplice essenza, l'abbandono e il gioco: ecco questa credo sia l'essenza delle variopinte teste di Lo Sciuto».
Militante del partito radicale. C'è chi, sui social, racconta di averlo conosciuto nella sede del partito di vicolo Castelnuovo.
La Fondazione Teatro Massimo di Palermo esprime il più profondo e sentito cordoglio per la sua scomparsa: «Con la sua colta sensibilità artistica, la sua straordinaria maestria di scenografo e la sua dedizione, Roberto ha accompagnato per molti anni la vita del Teatro Massimo, curando progetti, allestimenti e pubblicazioni che hanno saputo raccontarne la bellezza e l'immaginario con uno sguardo unico e originale.
Di lui resteranno - prosegue la Fondazione - la grande generosità umana e il segno tangibile di una sensibilità artistica rara. Nel ricordarne l'estro generoso e l'instancabile amore per il teatro, il presidente, il sovrintendente, il Consiglio d'indirizzo e l'intera comunità del Teatro Massimo si uniscono al dolore dei familiari e dei tanti amici».
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