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Spiaggia di Mondello, la storia continua: La Vardera fa ricorso alla Corte europea

La vicenda della concessione alla italo Belga supera i confini dell'Isola e approda a Strasburgo. Il leader di Controcorrente: "Noi non ci arrendiamo"

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 16 luglio 2026

Ismaele La Vardera

La vicenda di Mondello non si ferma nelle aule della giustizia amministrativa italiana. Adesso approda davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, dove il deputato regionale Ismaele La Vardera e il movimento Controcorrente hanno deciso di portare quella che definiscono «una battaglia civile prima ancora che politica».

L'annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa all'Assemblea regionale siciliana, durante la quale La Vardera ha ufficializzato il deposito del ricorso contro quello che considera «un sistema di gestione della spiaggia che, da oltre un secolo, limita il diritto dei cittadini alla piena fruizione del demanio marittimo».

Accanto a lui l'avvocato Stefano Giordano, che ha illustrato l'impianto giuridico dell'iniziativa. Il ricorso, ha spiegato, punta a far valere davanti ai giudici europei la violazione di alcuni diritti fondamentali legati all'accesso ai beni pubblici e alla gestione delle concessioni demaniali.

«È un caso unico. Dopo che tutte le strade percorse in Italia si sono sostanzialmente esaurite, abbiamo deciso di rivolgerci alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Non ci arrendiamo perché la spiaggia è un diritto di tutti e non può essere sottratta alla collettività a favore di un monopolio privato», ha dichiarato La Vardera.

Il leader di Controcorrente ha rivendicato una battaglia iniziata ormai quasi un anno fa, sottolineando come il ricorso rappresenti «la chiusura di un cerchio», ma anche l'apertura di una nuova fase. «La speranza è l'ultima a morire. Se la Corte dovesse accogliere il nostro ricorso, si aprirebbero scenari importanti non solo per Mondello ma per tutto il sistema delle concessioni balneari».

Secondo i promotori, il ricorso si fonda su diversi profili di diritto europeo. Al centro della contestazione c'è la gestione della spiaggia di Mondello, affidata da decenni alla società Mondello Immobiliare Italo-Belga, concessionaria storica del litorale.

Per La Vardera il problema non riguarda soltanto una singola concessione, ma un modello che avrebbe finito per comprimere il diritto dei cittadini ad accedere liberamente a un bene pubblico. «Il litorale non può essere sottratto alla collettività. Mondello è dei palermitani, dei siciliani e di tutti coloro che vogliono viverla».

L'avvocato Giordano ha inoltre ricordato come il ricorso metta in discussione anche il sistema delle proroghe delle concessioni demaniali, ritenendo che in diversi casi esse siano incompatibili con i principi europei di concorrenza e trasparenza. Se la Corte dovesse accogliere le tesi dei ricorrenti, l'eventuale condanna riguarderebbe lo Stato italiano, chiamato a rispondere dell'operato delle proprie amministrazioni.

Ma come si è arrivati fin qui? La vicenda che oggi approda a Strasburgo nasce nell'estate del 2025. Ad agosto dello scorso anno Ismaele La Vardera, insieme ad alcuni attivisti, effettuò un sopralluogo sulla spiaggia di Mondello denunciando la presenza di tornelli, recinzioni e staccionate che, secondo il deputato, limitavano il libero attraversamento dell'arenile previsto dalla normativa.

Da quel blitz si sviluppò una lunga inchiesta politica e amministrativa. Nei mesi successivi emersero ulteriori elementi che alimentarono il dibattito pubblico: dalle verifiche sulle modalità di gestione della spiaggia fino agli approfondimenti della Commissione regionale Antimafia, che dedicò una relazione al rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione delle concessioni demaniali.

La questione si intrecciò così con quella della legalità, oltre che con il tema, sempre più attuale, delle concessioni balneari e della loro compatibilità con il diritto europeo. Nel febbraio 2026 arrivò una svolta che sembrava destinata a cambiare la storia della spiaggia. La Regione Siciliana dichiarò decaduta, dopo oltre cent'anni, la concessione demaniale della Mondello Immobiliare Italo-Belga, contestando presunte gravi violazioni degli obblighi concessori e programmando un nuovo sistema di assegnazione delle aree attraverso concessioni stagionali.

Sembrava l'inizio di una nuova gestione. Ma la partita era tutt'altro che chiusa. Pochi mesi dopo, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto il ricorso presentato dalla società Italo-Belga, sospendendo il provvedimento regionale.

I giudici hanno ritenuto che la decadenza della concessione fosse intervenuta senza che fosse stato predisposto un adeguato sistema alternativo per garantire la continuità della gestione della spiaggia durante la stagione balneare. Di conseguenza, la società ha mantenuto la gestione del litorale almeno fino alla conclusione della stagione estiva, mentre il giudizio di merito resta ancora aperto.

Quella decisione rappresentò un duro colpo per chi auspicava un cambio di gestione e provocò un nuovo scontro politico tra La Vardera e il governo regionale guidato da Renato Schifani. Nei mesi successivi il deputato continuò a contestare la vicenda, arrivando anche a diffondere un audio relativo a una riunione interna dell'amministrazione regionale, episodio che alimentò ulteriormente il confronto politico.

Il ricorso alla Corte europea segna oggi un nuovo capitolo di una vicenda che, nel tempo, ha assunto un valore simbolico.
Da una parte c'è il tema dell'accesso libero alle spiagge, bene demaniale per definizione destinato alla collettività. Dall'altra c'è il sistema delle concessioni balneari italiane, da anni al centro di un acceso dibattito nazionale ed europeo.

Per La Vardera la questione non riguarda soltanto Palermo. «Non è una battaglia social e non è una battaglia personale. È una battaglia per restituire ai cittadini un diritto». Ora la parola passa ai giudici di Strasburgo.

L'iter davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo sarà inevitabilmente lungo e complesso. Ma, qualunque sarà l'esito, il caso Mondello continua a rappresentare uno dei dossier più delicati sul rapporto tra tutela del demanio pubblico, concessioni balneari, diritto europeo e interesse collettivo. Una vicenda che, partita da una passerella sulla sabbia e da alcuni tornelli contestati, è diventata uno dei casi politici e giuridici più discussi degli ultimi anni in Sicilia.
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