L'estate (infinita) di Mondello, Ismaele La Vardera attacca Schifani: "Si dimetta"
Il giorno dopo la decisione del Cga, il leader di Controcorrente dice di avere "prove inoppugnabili" e chiede le dimissioni del presidente della Regione
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente (foto di Ferdinando Lo Monaco)
Su tutte le furie l’onorevole Ismaele La Vardera, che oggi (22 maggio), all'indomani della decisione del Cga, ha indetto una conferenza stampa in piazza Indipendenza dove, oltre a mostrare la propria disapprovazione verso la vicenda. «Non è una sentenza definitiva - dice il leader di Controcorrente -. Incredibilmente si entrerà nel merito a settembre con una sentenza che potrebbe ribaltare tutto, ma nel frattempo si sta concedendo alla Italo belga di fare la stagione. Confrontandomi con mio staff di legali, abbiamo letto nelle parole degli stessi magistrati del Cga una terza via possibile, che se applicata dalla Regione nel giro di 10 giorni la Italo belga dovrebbe lasciare la spiaggia».
Poi La Vardera fa di più e afferma di possedere un audio che dimostrerebbe come non ci sarebbe mai stata, da parte del presidente Renato Schifani «l’intenzione da parte della Regione di restituire Mondello ai siciliani».
«Io oggi sono nelle condizioni di dimostrare che il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani non voleva assolutamente togliere questa concessione alla Italo Belga - dice in conferenza stampa La Vardera -. Davanti alle telecamere il presidente ha detto una cosa, mentre all’interno dei palazzi ne ha detta un’altra».
L’onorevole La Vardera si dice convinto delle "prove" che sostiene di avere in mano: «Invito il presidente Schifani a querelarmi per diffamazione, e in quel contesto dimostrerò con prove documentali inoppugnabili che il presidente Schifani ha preso in giro i siciliani. Quando dico questa cosa mi assumo una responsabilità importante, e pretendo che il presidente Schifani possa in qualche modo rivendicare il diritto di smentire questa vicenda».
«Ci sono delle cose che non tornano -, continua - I lavoratori della Italo Belga che da una settimana lavorano lì come se nulla fosse, il sito altrettanto operativo. Noi rispettiamo quanto deciso dal Cga, che dice una cosa sostanziale: la Regione e il Comune di Palermo hanno fallito».
La Vardera parla di prove ma non le mostra in conferenza stampa ai giornalisti e su questa scelta spiega: «Voglio che Schifani mi quereli per diffamazione, perché fino all'ultimo voglio tutelare le persone che mi hanno dato queste informazioni». Poi la sfida diretta al governatore: «Se nel giro di una settimana non batterà colpo, sarò costretto a diffondere queste prove, dimostrando ai siciliani che il presidente Schifani ha preso in giro la Sicilia».
I legali di La Vardera suggeriscono un ulteriore possibile scenario rispetto alla possibile gestione della spiaggia di Mondello direttamente parte del Comune e dalla Regione Siciliana. «Quest’ultima si trova a pagina 14 della sentenza - spiega l'avvocato Francesco Leone -, il Cga dichiara che se la Regione Siciliana e il Comune di Palermo saranno nelle condizioni di gestire la spiaggia in modo libero, lo stesso Cga farà un passo indietro rispetto alla sua decisione.
È possibile fare un’istanza di revoca della misura cautelare – continua l’avvocato -, riprendendo quanto scritto nella sentenza del Cga – e rimettere tutto quanto in discussione. Però le strade sono due: o immediatamente la pubblica amministrazione trova chi al posto della Italo-Belga gestisce i tredici lotti di spiaggia che la stessa Regione ha deciso che debbano essere attrezzate, auto vincolandosi. Oppure, al contrario, rende libera tutta la spiaggia, cambiandone la natura giuridica, e a quel punto il Comune e la Regione potranno e dovranno gestirla al meglio».
Infine, La Vardera lancia un chiaro messaggio: «Davanti a questo audio che ho in mano, io voglio che il presidente Schifani si dimetta».
Staremo dunque a vedere se e come il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani risponderà alle accuse di La Vardera e se – di conseguenza – questi presunti audio verranno divulgati.
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