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Referendum, in Sicilia l'affluenza più bassa d'Italia ma netta vittoria del No: i dati

In corso lo spoglio del referendum costituzionale. L'Isola si distingue rispetto alla media nazionale. Due i dati più significativi: la bassa affluenza e la percentuale più alta di No

Balarm
La redazione
  • 23 marzo 2026

Prosegue lo spoglio del referendum costituzionale. La Sicilia si distingue rispetto alla media nazionale. Due i dati più significativi: la bassa affluenza, che alle ore 15.00 di oggi, lunedì 23 marzo, la percentuale dei votanti si è fermata al 46,13%, il dato più basso d'Italia, dove la media è stata del 58,93%. Dall'altro lato, l'Isola si distingue anche per la percentuale di "No", che ha superato il 61%, la percentuale più alta del Paese.

Vediamo i dati dello scrutinio nel dettaglio. A livello nazionale alle ore 17.30 in 59.076 sezioni su 61.533 il Sì è al 46,23% - il No al 53,77%. In Sicilia alle ore 17.32, in 5.117 sezioni su 5.306, il No ha superato il 61%; il Sì il 38,99%.

- Palermo in 1.124 su 1.186: Sì 34,88% e No al 65,12%;

- Catania (727 su 1.126): Sì 39,8% e No 60,18%;

- Messina (526 sezioni su 776): Sì 43,74% e No 56,26%.

- Trapani (403 su 460): Sì 40,82%, No 59,18%.

- Enna (190 su 225): Sì 37.82%; No 62,18%.

- Caltanissetta (232 sezioni su 289) Sì 44,18% - No 55,82%.

- Siracusa (341 sezioni su 422): Sì 37,53% - No 62,47%.

- Ragusa (279 sezioni su 310): Sì 38,61% - No 61,39%.

- Agrigento (392 sezioni su 512): Sì 39,87% - No al 60,13%.

Dati in Aggiornamento

Al di la dei numeri, fa riflettere il dato dell'affluenza che in Italia si chiude quasi al 59% in tutta Italia. Un dato netto che dimostra una gran voglia di partecipazione del Paese e segna uno dei risultati più alti degli ultimi anni grazie anche alla massiccia presenza di giovani ai seggi. Eppure nonostante i numeri siano alti ovunque, la Sicilia registra il tasso di partecipazione più basso fermandosi al 46,13%.

La provincia col dato più alto è Messina al 49%. Seguono Ragusa ed Enna con poco più del 47%, Palermo e Catania al 46%. Ultime le province di Caltanissetta e Agrigento, rispettivamente al 42,6% e 43,3%.

A questi dati va aggiunto un fattore non di poco conto: l'Isola è la regione con il maggior numero di fuorisede e questo significa avere un bacino enorme di cittadini costretti a scegliere se affrontare costi di viaggio altissimi o rinunciare al proprio diritto. Per uno studente o un giovane lavoratore comprare un biglietto aereo a ridosso del weekend elettorale è un'impresa quasi impossibile.

Proprio per questo in tanti hanno manifestato a Milano e Roma organizzando un voto simbolico per chiedere una cosa molto semplice, ovvero poter votare nella città in cui vivono e studiano. Fa sorridere pensare che in fondo anche il Presidente Mattarella faccia parte di questa categoria. Lavora a Roma ma vota a Palermo e ovviamente torna sempre nella sua città. Una garanzia sacrosanta che però per un normale cittadino si trasforma in un lusso che in pochi possono permettersi.

Ora le urne sono chiuse e la parola passa allo spoglio. Non resta che aspettare i risultati finali per scoprire l'esito definitivo di questa giornata.

LE REAZIONI
La premier Giorgia Meloni ha dichiarato in un video sui social: «La sovranità appartiene al popolo. Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia».

«Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano - commenta il ministro della Giustizia Carlo Nordio - Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia».

«I messaggi che arrivano dai cittadini che hanno votato in massa sono due: il primo è che la Costituzione non si fa a pezzi per tutelare la Casta e i furbetti; il secondo è un avviso di messa in mora al governo - dichiara Dolores Bevilacqua, senatrice del Movimento 5 Stelle - Se su un tema così alto la risposta è stata così importante, pensiamo a cosa sarà la prossima tornata elettorale per una maggioranza che parla di un Paese in cui va tutto a gonfie vele, mentre nella realtà le famiglie non arrivano a fine mese, le imprese arrancano e chiudono, sanità, infrastrutture e welfare sono a pezzi. Un grazie a tutti coloro che si sono mobilitati riuscendo con passione e determinazione a portare tra la gente le ragioni del NO, riuscendo in una rimonta di oltre 20 punti. Il dato di Palermo è entusiasmante, orgogliosa della risposta compatta della mia città» conclude la Senatrice cinquestelle.

Il Pd scende in piazza a Palermo. «Alle ore 18.00 tutti in piazza Politeama per festeggiare!», scrive nella pagina Facebook il Pd Palermo. Anche Il comitato società civile per il "no" al referendum sulla giustizia ha dato appuntamento in piazza Politeama a Palermo, alle 18.00, per festeggiare la vittoria del no.

«La Sicilia ha urlato No all’arroganza del governo Meloni - aggiunge Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars - Dalla Sicilia e dal Sud arriva un segnale forte che dobbiamo sapere coagulare in vista delle prossime sfide elettorali, regionali e nazionali».
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