POLITICA

HomePolitica

Centrodestra spaccato in Sicilia: "Niente elezioni anticipate ma serve un conclave"

Se una parte di Forza Italia punta a Schifani-bis, Fratelli d'Italia frena e chiede un conclave della maggioranza. L'Intervista a Giorgio Assenza, leader di FdI all'Ars

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • 21 maggio 2026

Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d'Italia all'Ars

Le tensioni dentro il centrodestra siciliano non sono più soltanto retroscena. Dopo settimane di voti complicati all’Ars, assenze pesanti e polemiche tra alleati, il dibattito sulle difficoltà della maggioranza è esploso apertamente anche fuori dal Parlamento regionale, alimentato dalle accuse di Cateno De Luca, intervistato da LiveSicilia, e dalle reazioni dei partiti che sostengono il governo Schifani.

Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale siciliana, intervistato da Balarm, respinge la narrazione di una maggioranza allo sbando e rilancia in qualche modo l’azione del governo Schifani.

Assenza, però, non ha nascosto le difficoltà. Anzi, ha parlato apertamente di “problemi” interni al centrodestra, chiedendo un vero e proprio “conclave” della maggioranza. Dopo gli incidenti parlamentari delle ultime settimane, culminati con le spaccature in aula e con il voto segreto che ha messo in difficoltà il governo, il deputato meloniano ha invocato un confronto senza filtri tra tutti i 44 parlamentari della coalizione.

«I vertici di maggioranza con i commissari regionali e i capigruppo servano fino ad un certo punto. In quanto quello che occorre è un colloquio franco e diretto con tutti i singoli deputati della maggioranza», ha affermato Assenza. Un messaggio chiaro agli alleati, dopo le assenze che hanno consentito all’opposizione di rientrare in partita all’Ars.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia punta il dito soprattutto contro chi ha disertato l’aula in passaggi delicati, parlando di un’occasione regalata alle opposizioni. «Abbiamo rimesso in gioco un’opposizione che era politicamente morta», ha aggiunto, riferendosi alle recenti dinamiche parlamentari che hanno consentito al Pd di incidere su alcuni provvedimenti chiave.

Ma Assenza va oltre la cronaca parlamentare e individua nel rimpasto in giunta una soluzione solo parziale. «Ha risolto ben poco, anche perché non ha fatto altro che occupare le due caselle che erano rimaste vacanti per cinque mesi, e in questa maniera si è premiato l’Mpa», penalizzando così la Dc, che è rimasta soddisfatta a metà. «Quello della Sanità, con la nomina del neo assessore Caruso, è invece un discorso interno a Forza Italia e io non mi permetto di mettere il becco su queste vicende».

Da qui la necessità, ribadita dal dirigente di FdI, di un chiarimento politico complessivo che coinvolga anche Renato Schifani. Un confronto che, nelle intenzioni di Assenza, dovrebbe servire a blindare la legislatura ed evitare nuove imboscate parlamentari.

Più rassicurante, invece, la linea scelta da Nino Minardo, nuovo commissario regionale di Forza Italia, che sempre un'intervista rilasciata a LiveSicilia ha respinto l’idea di un centrodestra in frantumi e ha invitato ad abbassare i toni dopo settimane di polemiche. «Basta con certi spettacoli», ha detto, riferendosi alle tensioni esplose all’Ars e ai continui retroscena sulle divisioni interne alla coalizione.

Per Minardo, il nodo principale resta il metodo politico, il confronto deve esserci, ma prima delle sedute parlamentari e dentro un perimetro di responsabilità condivisa. «I problemi vanno superati con la chiarezza del confronto fra tutte le forze politiche della maggioranza», ha spiegato, chiedendo maggiore dialogo per evitare nuove scene di caos istituzionale.

Il dirigente di Forza Italia ‘difende’ anche il rimpasto, giudicato invece insufficiente da altri pezzi della coalizione. A suo avviso, era necessario per superare mesi di stallo e restituire piena operatività al governo regionale. E soprattutto ribadisce la centralità del presidente della Regione, definendo Renato Schifani «una grande risorsa» per il partito e per il centrodestra siciliano.

Parole che suonano anche come una risposta indiretta alle continue voci sul futuro politico del governatore e sulle possibili guerre di successione già aperte in vista delle Regionali del 2027.

Nel frattempo, il “conclave” evocato da Assenza sembra destinato davvero a prendere forma. Dopo le amministrative, il centrodestra dovrebbe riunirsi per affrontare nodi politici, metodo di governo e strategia parlamentare. Una verifica interna che appare inevitabile dopo settimane di tensioni.

Le parole di De Luca, in questo scenario, hanno contribuito ad accendere ulteriormente il confronto politico, «Schifani prigioniero del suo cerchio magico», dice il leader di "Sud chiama Nord", una frase con la quale Assenza non è d’accordo. «Una volta dicono che l’interlocutore privilegiato è Cuffaro, adesso Cuffaro non lo può essere più. Un’altra volta dicono che è succube di Sammartino. Schifani è il presidente di una coalizione e quindi cerca, come è necessario, di rapportarsi con tutti i partiti della maggioranza».

Affermando così che l’unica cosa che si possa dire è l’esatto contrario, «Schifani è alcune volte un uomo solo al comando e quindi potrebbe essere ‘accusato’ di non ascoltare troppo gli altri. Quando si prospetta qualche problema, e quando si tratta soprattutto di problemi importanti e di carattere generale, almeno personalmente non ho mai trovato la porta chiusa».

Sullo sfondo resta poi la partita più delicata, quella delle Regionali del 2027 e dell’ipotesi di un secondo mandato per Renato Schifani. Ed è proprio su questo tema che emergono differenze significative tra gli alleati della maggioranza.

Giorgio Assenza sceglie una linea prudente. Il capogruppo di Fratelli d’Italia evita di sbilanciarsi apertamente su uno “Schifani bis” e concentra invece l’attenzione sulla necessità di ricompattare il centrodestra. Prima delle candidature future bisogna risolvere le tensioni interne, ristabilire un metodo condiviso e blindare la legislatura. «È chiaro che Schifani è il governatore uscente e quindi è nel novero dei papabili un candidato presidente per la prossima legislatura. Che sia sicuramente Schifani non mi sento di dirlo, ma nemmeno posso dire il contrario. Secondo me, anzi, in pole position c’è proprio Schifani».

Una partita che, com’è chiaro che sia, si deciderà anche su un tavolo romano. «Io ho già sofferto per la mancata candidatura del presidente Musumeci, al quale ero e sono particolarmente legato, e quindi so che significa quando si cambia un presidente in corso».

Sulle elezioni anticipate Assenza afferma: «Non credo che ci sarà, sarei portato ad escluderlo».

Diverso l’approccio di Nino Minardo. Il commissario regionale di Forza Italia, definendo Schifani “una grande risorsa”, apre invece in modo più esplicito alla prospettiva di una ricandidatura del governatore, rivendicando il lavoro svolto dal presidente della Regione e indicando continuità e stabilità come elementi centrali per il futuro della coalizione.

Due posizioni che riflettono gli equilibri interni al centrodestra siciliano. Da una parte Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione, mantiene una linea attendista senza scoprire troppo presto le carte sulla leadership futura. Dall’altra Forza Italia, che prova a consolidare fin da ora il ruolo politico di Schifani in vista della prossima sfida elettorale.

Mentre Assenza chiede «un faccia a faccia senza ipocrisie» e Minardo prova a ricompattare gli alleati attorno a Schifani, il centrodestra siciliano si ritrova davanti a un bivio, trasformare il confronto interno in una ripartenza politica oppure continuare a vivere di tensioni sotterranee, con il rischio che ogni voto all’Ars diventi una nuova conta.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE