La Vardera vs Schifani sulla spiaggia di Mondello: è bagarre tra audio e repliche
La Vardera pubblica l'audio di una telefonata col dirigente che ha firmato la revoca della concessione alla Italo Belga. Schifani replica: "Mai fatte pressioni"
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Se da un lato la sentenza del Cga ha dato una svolta precisa, almeno temporaneamente, alla questione della spiaggia di Mondello, con la Italo Belga che quest'estate resterà al suo posto, dall'altro invece la vicenda politica continua a tenere banco, con un botta e risposta, fatto di audio e repliche, fra Ismaele La Vardera e il presidente della Regione Renato Schifani.
Il leader di Controcorrente ha pubblicato un audio, da lui definito «clamoroso», in cui ha reso pubblica una conversazione telefonica fra lui e il dirigente regionale dell'assessorato regionale all'Ambiente Calogero Beringheli, ossia colui che ha firmato il decreto di revoca della concessione centenaria alla Italo Belga.
Dopo l'ultima sentenza del Cga - lo ricordiamo - la revoca è al momento sospesa in attesa del giudizio di merito, che non sarà espresso prima di settembre, per cui la società quest'estate resta a gestire la spiaggia.
Come aveva annunciato in una conferenza stampa, La Vardera ha oggi reso pubblico "l'audio clamoroso" sui suoi profili social: «Amici oggi è il momento di raccontarvi tutta la verità - dice La Vardera -, racchiusa in questa chiamata che mi ha fatto il dirigente della Regione. Una prova inequivocabile, una testimonianza diretta non di un passante, ma da colui che ha firmato il documento della revoca. Schifani ha mentito ai siciliani dicendo pubblicamente che voleva togliere la Italo belga dalla spiaggia, salvo poi “richiamare” il dirigente che voleva applicare la legge».
Nella telefonata il dirigente Beringheli racconta al leader di Controcorrente di essere stato convocato da Schifani: «Mi ha convocato - dice il dirigente nell'audio - Mi ha detto che bisognava farla a ottobre (la revoca, ndr) e consentire a loro (alla Italo Belga, ndr) di fare la stagione estiva. Ha detto "Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che sono responsabilità sue ma bisognava prolungare e poi con calma si vedeva"». Un colloquio, quello tra il dirigente e il presidente della Regione, che sarebbe avvenuto alla presenza dell'assessore regionale all'Ambiente, Giusi Savarino.
«Capite bene che questa notizia cambia totalmente la narrazione finora raccontata? - incalza allora La Vardera - Capite chi è il presidente della Regione? Capite contro chi e cosa mi sono scontrato, e che oggi se loro sono ancora lì qualcosa vorrà pure dire? Tutti devono sapere la verità!».
Poi aggiunge che starà «accanto a Beringheli per evitare che possa subire ritorsioni» e chiosa: «Schifani se per ritorsione politica rimuoverai il dirigente generale che ha avuto il coraggio di dire la verità, mi incatenerò sotto Palazzo d’Orleans. Siciliani vi prometto che lo difenderò con le unghie e con i denti».
Non si fa attendere la replica di Schifani e dell'assessore Savarino, che parlano di «ricostruzioni fantasiose e speculazioni politiche» e ritengono opportuno e doveroso ristabilire con chiarezza i fatti.
Come spiegato in un comunicato della Regione, l’incontro richiamato è effettivamente avvenuto a Palazzo d’Orléans ed erano presenti, oltre al presidente della Regione, l’assessore Savarino e il dirigente generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringhel. «È necessario precisare che, al momento della riunione, il provvedimento di revoca della concessione demaniale era già stato adottato dagli uffici competenti, regolarmente pubblicato ed era pienamente efficace ed esecutivo. Proprio per tale ragione - spiegano Schifani e Savarino - risulta del tutto infondata qualsiasi ricostruzione che lasci intendere pressioni politiche o tentativi di interferenza sull’operato del dirigente responsabile del procedimento. L’unico obiettivo dell’incontro è stato quello di consentire al presidente della Regione di acquisire informazioni sui successivi passaggi amministrativi che il dipartimento stava valutando per garantire la gestione della spiaggia in vista dell’imminente stagione estiva».
«Non ho mai fatto - conclude Schifani - alcuna ingerenza sulle scelte degli assessori, di cui mi fido, e conosco bene le norme sulla separazione tra indirizzo politico e attività amministrativa che hanno sempre caratterizzato l’azione del governo regionale. Tentare di rappresentare diversamente quanto accaduto significa fornire una ricostruzione non corrispondente assolutamente alla realtà dei fatti».
Il leader di Controcorrente ha pubblicato un audio, da lui definito «clamoroso», in cui ha reso pubblica una conversazione telefonica fra lui e il dirigente regionale dell'assessorato regionale all'Ambiente Calogero Beringheli, ossia colui che ha firmato il decreto di revoca della concessione centenaria alla Italo Belga.
Dopo l'ultima sentenza del Cga - lo ricordiamo - la revoca è al momento sospesa in attesa del giudizio di merito, che non sarà espresso prima di settembre, per cui la società quest'estate resta a gestire la spiaggia.
Come aveva annunciato in una conferenza stampa, La Vardera ha oggi reso pubblico "l'audio clamoroso" sui suoi profili social: «Amici oggi è il momento di raccontarvi tutta la verità - dice La Vardera -, racchiusa in questa chiamata che mi ha fatto il dirigente della Regione. Una prova inequivocabile, una testimonianza diretta non di un passante, ma da colui che ha firmato il documento della revoca. Schifani ha mentito ai siciliani dicendo pubblicamente che voleva togliere la Italo belga dalla spiaggia, salvo poi “richiamare” il dirigente che voleva applicare la legge».
Nella telefonata il dirigente Beringheli racconta al leader di Controcorrente di essere stato convocato da Schifani: «Mi ha convocato - dice il dirigente nell'audio - Mi ha detto che bisognava farla a ottobre (la revoca, ndr) e consentire a loro (alla Italo Belga, ndr) di fare la stagione estiva. Ha detto "Non voglio entrare nel merito delle motivazioni che sono responsabilità sue ma bisognava prolungare e poi con calma si vedeva"». Un colloquio, quello tra il dirigente e il presidente della Regione, che sarebbe avvenuto alla presenza dell'assessore regionale all'Ambiente, Giusi Savarino.
«Capite bene che questa notizia cambia totalmente la narrazione finora raccontata? - incalza allora La Vardera - Capite chi è il presidente della Regione? Capite contro chi e cosa mi sono scontrato, e che oggi se loro sono ancora lì qualcosa vorrà pure dire? Tutti devono sapere la verità!».
Poi aggiunge che starà «accanto a Beringheli per evitare che possa subire ritorsioni» e chiosa: «Schifani se per ritorsione politica rimuoverai il dirigente generale che ha avuto il coraggio di dire la verità, mi incatenerò sotto Palazzo d’Orleans. Siciliani vi prometto che lo difenderò con le unghie e con i denti».
Non si fa attendere la replica di Schifani e dell'assessore Savarino, che parlano di «ricostruzioni fantasiose e speculazioni politiche» e ritengono opportuno e doveroso ristabilire con chiarezza i fatti.
Come spiegato in un comunicato della Regione, l’incontro richiamato è effettivamente avvenuto a Palazzo d’Orléans ed erano presenti, oltre al presidente della Regione, l’assessore Savarino e il dirigente generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringhel. «È necessario precisare che, al momento della riunione, il provvedimento di revoca della concessione demaniale era già stato adottato dagli uffici competenti, regolarmente pubblicato ed era pienamente efficace ed esecutivo. Proprio per tale ragione - spiegano Schifani e Savarino - risulta del tutto infondata qualsiasi ricostruzione che lasci intendere pressioni politiche o tentativi di interferenza sull’operato del dirigente responsabile del procedimento. L’unico obiettivo dell’incontro è stato quello di consentire al presidente della Regione di acquisire informazioni sui successivi passaggi amministrativi che il dipartimento stava valutando per garantire la gestione della spiaggia in vista dell’imminente stagione estiva».
«Non ho mai fatto - conclude Schifani - alcuna ingerenza sulle scelte degli assessori, di cui mi fido, e conosco bene le norme sulla separazione tra indirizzo politico e attività amministrativa che hanno sempre caratterizzato l’azione del governo regionale. Tentare di rappresentare diversamente quanto accaduto significa fornire una ricostruzione non corrispondente assolutamente alla realtà dei fatti».
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