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Dieci "opere di luce" accendono i vicoli di Erice: le luminarie sulle note di Battiato

Una decina di luminarie accendono il borgo medievale per un'inedita mostra en plein air con le installazioni di Domenico Pellegrino. Ecco fino a quando si possono ammirare

Balarm
La redazione
  • 14 dicembre 2020

L'installazione "Italia" di Domenico Pellegrino alla Fondazione Majorana di Erice

Nell'anno più buio del nuovo millennio, “Lux Luce” l’installazione luminosa di Domenico Pellegrino ispirata alla popolare iconografia di Santa Lucia, la santa della luce, approda a Erice e illumina i vicoli e i monumenti del centro storico.

Un progetto della Fondazione Erice Arte e del nuovo sovrintendente, lo storico Giordano Bruno Guerri.

Insieme agli occhi della santa di Siracusa, dal 13 dicembre e fino al 10 gennaio del nuovo anno, una decina di luminarie accendono il borgo medievale per un'inedita mostra en plein air di “opere di luce” che supera i limiti imposti dalla pandemia e trasforma in museo all’aperto - e in opera d’arte fruibile da chiunque - il cuore dell’antica città degli Elimi, popolo che secondo lo storico Tucidide proveniva dalla città di Troia.

Colonna sonora delle installazioni luminose di Pellegrino, sono le canzoni di Franco Battiato, come omaggio a un altro grande artista siciliano.



Le luminarie sono state inaugurate nel giorno della festa di Santa Lucia, nonchè secondo la tradizione popolare “giorno più corto dell’anno” per via del solstizio d’inverno. L’accensione è avvenuta al tramonto, alla presenza dell’Assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, dello storico Giordano Bruno Guerri, della sindaca di Erice, Daniela Toscano, e dell’assessore comunale alla Cultura, Rossella Cosentino.

«La Fondazione Erice Arte è responsabile delle luminarie e del mercatino di Natale, e non mi è sembrato possibile esordire con un’assenza e il buio - ha dichiarato Guerri -. L’arte e la bellezza, come sempre, ci vengono in soccorso e allora ho chiesto all’artista siciliano Domenico Pellegrino di portare a Erice le sue opere di luce, con un percorso perfettamente collegato alla storia della città.

Un impianto di filodiffusione le accompagna anche con una scelta di canzoni di Franco Battiato, un altro grande artista siciliano: una vittoriosa sfida alla tristezza».

Ad accendersi di luce sono la Porta Trapani, con gli iconici occhi di Santa Lucia, opera-guida del progetto di Pellegrino che ogni anno fa una tappa diversa (dopo Palermo, Torino e il Museo del Sale a Petralia, il 2020 è la volta di Erice); i paladini Orlando e Rinaldo sono alla Chiesa Matrice; la Sicilia in Piazza San Giuliano.

E ancora gli Amori sono nell’Orfanatrofio San Carlo annesso al Monastero dove le mani delle suore di clausura hanno dato vita alla migliore tradizione dolciaria di Erice.

«E l’Italia davanti all’aula magna della Fondazione Majorana - aggiunge Guerri - vuole essere un omaggio al luogo che ha reso celebre Erice in Italia e nel mondo in epoca contemporanea, con le centinaia di migliaia di scienziati giunti sulla vetta».

La colonna sonora lungo il percorso delle luminarie artistiche è curata da Viola Costa, direttrice artistica del Festival Vittoriale.

«La luce - ha commentato l’Assessore Alberto Samonà - in natura è sinonimo di vita e rigenerazione: una metafora perfetta per questi mesi difficili, a tratti cupi; da Erice, dalla Sicilia, nel rispetto delle normative anti covid, lanciamo con l’arte di Pellegrino, che invade il centro storico e si offre a chiunque, un luminoso messaggio di speranza in vista del Natale e del nuovo anno: con l’augurio di tornare presto nei luoghi d’arte e rimettere in moto la filiera virtuosa dell’economia culturale».

Soddisfazione per l'evento che avvia una positiva sinergia fra Fondazione e Comune è stata espressa dal sindaco di Erice, Daniela Toscano: «Ho accolto con grande entusiasmo la magnifica iniziativa del sovrintendente Guerri che restituisce a Erice il clima sereno e la bellezza che ogni anno accompagnano il nostro Natale.

E poi musiche del maestro Battiato e fra queste il brano 'La Cura': un augurio per tutti noi, affinché si possa presto venir fuori da questa difficile situazione pandemica».
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