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"Disegna" i colori della Sicilia: Michela, una trapanese in Olanda che sogna di tornare

Coralli rossi, orecchini blu mare, anelli, bracciali, e tanti altri gioielli abitano l'immaginario creativo di Michela Mazzeo, artista-artigiana e designer trapanese

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 6 maggio 2021

Michela Mazzeo

«Mi ispiro ai fondali marini siciliani, gli stessi che vedevo quando ero bambina, perché mio padre faceva pesca subacquea vicino Monte Cofano». Sono le parole di Michela Mazzeo, classe '72, artista, artigiana e designer trapanese, che vive da più di vent'anni in Olanda.

Coralli rossi, orecchini blu mare, anelli, bracciali, e tanti altri gioielli abitano l'immaginario creativo di Michela Mazzeo. Basta guardare le forme e i colori utilizzati, per capire che dietro c'è un'ispirazione marinara e, in particolare, siciliana.

«La Sicilia è casa. Io vivo in Olanda, che è pure la mia casa, però la Sicilia è casa in modo diverso. Penso a quella luce, quegli scogli, quelle strade. È la mia fonte di ispirazione», ci racconta l'artista. La vita di un siciliano all'estero non è sempre semplice e Michela ha dovuto scontrarsi spesso con lo stereotipo ''Sicilia uguale mafia''.



«Tutte le volte che dico di essere siciliana, la Sicilia viene sempre associata alla mafia, sia in modo scherzoso sia in modo serio, ho dovuto combattere per togliere questa immagine. Ho cercato di far vedere che la Sicilia è altro, è storia, arte, cultura», ci racconta.

Uno dei luoghi a cui è più legata è Monte Cofano, quella montagna ''fatata'', con le rocce che dall'acqua svettano verso il cielo: «Il mio luogo del cuore è una montagna, il monte Cofano a 20 km da Trapani, su baia Cornino. È come se fosse una montagna sacra, è poggiata sull'acqua. I miei genitori hanno una casa lì, è un posto legato alla mia infanzia, ai miei ricordi», ci racconta.

La sua passione per l'arte nasce in tenera età. Con il padre decoratore d'interni e la mamma, la nonna e il bisnonno sarti, Michela cresce tra pennelli e tessuti. Porta avanti la missione della famiglia, frequentando il liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti, e diventa decoratrice e restauratrice.

Passa un periodo della sua vita a Napoli. Circa diciotto anni fa si trasferisce in Olanda per amore, dopo aver incontrato il suo attuale marito e inizia a creare gioielli, ricordando l'atmosfera della sua infanzia.

Le sue creazioni, infatti, sono realizzate con tessuti, spesso riciclati, e raccontano le tradizioni e gli abissi del Mediterraneo.

«Sono dei gioielli tessili, fatti con tessuto, preferisco il materiale riciclato, vecchi vestiti. Mi trovavo in Olanda, ero incinta, quindi non potevo utilizzare materiali tossici, allora sono tornata indietro utilizzando il materiale che usavo da bambina: mentre mia madre cuciva, io giocavo con i bottoni. Sono tornata indietro per andare avanti. I gioielli sono ispirati al fondale marino, pesci, alghe, coralli», ci racconta.

L'artista ha esposto in Olanda, in Spagna, in Italia: «Prossimamente ad agosto sull'isola di Texel al nord dell'Olanda, poi ho un progetto in Sicilia e un altro itinerante, con un punto interrogativo. Ho fatto costumi e gioielli per alcuni spettacoli teatrali», ci racconta.

Michela torna spesso in Sicilia: «Almeno due volte l'anno vengo, però quest'anno sono riuscita solamente una volta. Spero di poter venire ogni due mesi, anche perché ho iniziato una collaborazione con altre due persone trapanesi», ci racconta.

Ma c'è di più, Michela sogna di tornare un giorno in pianta stabile in Sicilia: «Il mio obiettivo è quello di ritornare e inaugurare una galleria a Trapani. Mi piacerebbe rieducare la gente all'arte, svegliare un po' la mia città», ci racconta.

E ci lascia un insegnamento profondo: «Pensavo di trovare qualcosa in più altrove. Noi siciliani, ma in genere noi italiani pensiamo che altrove ci sia qualcosa di meglio, sottovalutiamo la nostra terra, la maltrattiamo.

Invece io vivendo all'estero e vedendo tutto, adesso rimpiango il fatto di essermi allontanata. Consiglio ai giovani di fare un'esperienza, ma di tornare e investire tutto quello che hanno imparato nella propria terra», ci dice Michela.

Noi ci auguriamo di incontrarla presto a Trapani e di contribuire insieme a lei a un rinnovamento artistico del trapanese, e in generale della Sicilia tutta, sostenendo sempre chi vuole agire per migliorare le cose, contro le sterili lamentele di chi non fa nulla per valorizzare le immense risorse che la Sicilia offre.
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