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È giovane ma ha le idee chiare: Federica, la "donna del vino" che punta sulla Sicilia

Giovane, bella e con centinaia di progetti in testa. Parla di vino, turismo e territorio, imprenditoria femminile, Sicilia, violenza di genere, sogni che si tramandano ai figli

Michela Albertini
Docente di Lettere
  • 19 febbraio 2026

Federica Fina

Giovane, bella e con centinaia di progetti in testa. Parla di vino, turismo e territorio, imprenditoria femminile, Sicilia, violenza di genere, sogni che si tramandano di padre (e madre) in figli. Federica Fina, marsalese DOCG, di Origine Controllata e Garantita, classe 1990 (e di classe ne avrebbe da vendere), rappresenta (con i fratelli Sergio e Marco) la seconda generazione della cantina e della famiglia Fina, sempre più protagonista nel panorama vitivinicolo nazionale, europeo, ma anche statunitense e giapponese.

A gennaio, Federica riceve la nomina come presidente regionale del Movimento Turismo del Vino. Un incarico che la emoziona molto, come dice lei stessa, ripensando alla sua tesi di laurea alla Sapienza dedicata al Movimento Turismo del Vino e alla figura di Donatella Cinelli Colombini, la fondatrice.

«Un incarico che accolgo con tanto senso di responsabilità in quanto credo moltissimo nell’enoturismo che considero la forma più potete e completa di comunicazione. Fare enoturismo significa donarsi alla gente che viene in cantina e ti consente di parlare direttamente con il consumatore finale, oltre a darti l’opportunità di educare al bere consapevole e trasferire il valore culturale che il mondo del vino rappresentata», spiega.

I progetti sono tanti e, naturalmente, in qualità di Marketing & Hospitality Manager, Federica intende puntare sulla comunicazione, affrontando temi differenti, tra cui la necessità di una buona strategia di comunicazione finalizzata ad una reale destagionalizzazione del turismo in Sicilia.

«Il turista in Sicilia è generalmente un turista itinerante, che si muove in auto e visita diverse zone della Sicilia; ma è necessario anche fare focus sul local e sulla nostra gente, affinché comprenda sempre più e sempre meglio l’importanza e il peso che la viticoltura ha nella nostra terra.

E, a proposito di terra e di territorio, Federica è anche membro attivo dell’associazione "Donne del Vino" di Sicilia, in cui si respira un clima di sorellanza: «In questi anni abbiamo vissuto momenti straordinari, ma anche momenti terribili e dolorosi, la prematura scomparsa di Marisa Leo ci ha fatto stringere in un abbraccio che nessuno potrà sciogliere, questo ci ha dato la forza per andare oltre il vino e portare avanti la vera essenza che questo gruppo rappresenta».

Proprio da questi valori nascono attività come "DxD Calici per la Vita", in collaborazione con associazioni a sostegno di chi subisce violenze e l’aps Marisa Leo associazione "Per La Cultura Del Rispetto". Un gruppo, dunque, di cui Federica va molto orgogliosa, così come è fiera del riconoscimento da parte di Forbes Italia, nel 2025, come best Under 40: «È stata una forte emozione, una sorpresa indescrivibile, vissuta anche con incredulità.

Raggiungere certi traguardi ti fa guardare indietro e dà valore a tutte le rinunce e ai sacrifici passati. Celebrare questi momenti assume un significato inestimabile». È vulcanica, Federica. Mentre parla, sorride e la sua ironia è un segno di riconoscimento vivo in lei e con tanta voglia di fare. Mentre parla racconta di come, anche in questo, i suoi familiari siano le figure da cui trae maggiore insegnamento e maggiore ispirazione.

«Negli anni - aggiunge - ho imparato ad ammirare tanta altra gente, ammirare chi fa bene non può che illuminare il cammino di chi osserva e poi decide di mettere in pratica». Quando le chiedo a quale percentuale di successo si vede in questo preciso momento della sua vita, mi risponde che “successo” non è una parola che ama tanto, piuttosto preferisce pensare al contributo che ognuno riesce a lasciare nella comunità, a seconda delle proprie competenze e della propria formazione, nel massimo delle proprie potenzialità.

E quando le domando dove si vede tra dieci anni, la risposta sembra ormai scontata: «In Sicilia senza dubbio, in una Sicilia più veloce e al passo, che riesce, però, a mantenere salda la sua autenticità e le sue peculiarità, come in un perfetto mix tra innovazione e tradizione». Tanti progetti e tanti valori su cui lavorare e puntare nel futuro. Insomma, per Federica Fina il calice è sempre mezzo pieno.
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