Il tour romantico in Sicilia tra ninfe e sirene: 5 luoghi unici da visitare (anche) in estate
Sono canti d’acqua e di pietra quelli delle creature soprannaturali che dimorano in Sicilia, un’Isola al centro del Mediterraneo che è un potente magnete del Mito
La fonte Aretusa a Ortigia (Siracusa)
È un richiamo ancestrale che - sia esso legato all’acqua dolce o a quella salata, che qui spesso si fondono - mettono in luce quel labile confine tra realtà e leggenda. Perché non intraprendere, allora, un itinerario d’eccezione insieme alla persona amata, toccando i luoghi in cui il mito colloca Ninfe e Sirene?
Potrebbe essere l’occasione ideale per rinnovare le Vostre promesse, sotto lo sguardo discreto di queste creature. Prima di mettervi in viaggio lungo questa Romantic Strasse Siciliana, però, è fondamentale approfondire la natura di questi esseri per calarsi appieno nell’atmosfera del tour. Iniziamo dalle Sirene, sfatando una acclarata credenza: non erano affatto donne-pesce. Quella è un’iconografia nordica che si diffonderà solo a partire dal Medioevo.
Nell’antichità classica, le Sirene erano uccelli dal volto femminile che appollaiate, irretivano i marinai con il loro canto. Una melodia che non offriva solo una tentazione sensuale, ma una forma di onniscienza: rivelavano l’intero passato e tutto il presente. Una tentazione alla quale persino Ulisse, nel XII canto dell’Odissea, non vorrà sottrarsi.
Ascolterà il proprio passato, con i traumi e le sofferenze patite, trasformate dalle Sirene in storie epiche e gloriose. Inoltre conoscerà il presente tutto ciò che accade in tempo reale. Questa è una, delle conoscenze fino ad allora esclusivo appannaggio degli dei, che tuttavia privava gli uomini della capacità di vivere non avendo nei loro canti il futuro, un sapere sterile: attratti e tramortiti da quella melodia, i marinai si lasciavano morire di stenti.
La Maga Circe aveva messo sull’avviso Ulisse che gli scogli su cui dimoravano le donne-uccello erano disseminati di scheletri e corpi in putrefazione. Di questi ibridi piumati non conosciamo i nomi, ma sappiamo dove poterli trovare e, forse, ancora ascoltare Le ninfe sono creature diverse, sono legate alla metamorfosi ed alla fuga, sono la purezza della natura selvaggia dell’Isola. La loro storia non appartiene alla mitologia classica nascosta nei musei, scorre nelle sorgenti, tra i canneti di papiro mossi dal vento, tra gli scogli di pietra lavica. Sussurrano storie d’amore scritte sull’acqua. I loro nomi sono noti Alcune sono appannaggio esclusivo di chi vive vicino a queste custodi di corsi d’acqua, tra le più famose Aretusa, una splendida ninfa dei boschi in Grecia. Il mito narra che un giorno, mentre si bagnava in un fiume, il dio fluviale Alfeo si innamorò perdutamente di lei.
Spaventata dalla passione del Dio, fuggì oltre il mare fino in Sicilia, dove la Dea Artemide, per proteggerla, la trasformò in una fonte. Alfeo però non si arrese, scavò un canale sotterraneo sotto il Mar Jonio e scorrendo sotto l'oceano senza mescolarsi con l'acqua salata, riemerse ad Ortigia dove si unì per sempre alla sua amata.
Non lontano da Siracusa dove la natura è più selvaggia nasce la leggenda legata al fiume Ciane il cui nome deriva dal greco "kyanos, verde-azzurro", in riferimento al colore delle sue acque. Fiume perenne, lungo le sue rive cresce rigoglioso il Papiro. Qui la leggenda parla di Ciane una ninfa compagna di Proserpina. Quando Ade, il dio degli inferi, rapì Proserpina per portarla nel suo regno, Ciane si oppose con coraggio, tentando di sbarrargli la strada. Il Dio, furioso, la trasformò in una sorgente. Ciane, per la disperazione di aver perso l'amica, si sciolse letteralmente in lacrime, dando vita al fiume che oggi porta il suo nome.
Le ninfe però non sono solo legate all’acqua dolce; Galatea era una ninfa del mare innamorata del bellissimo pastore Aci. Il loro amore scatenò la gelosia mostruosa del ciclope Polifemo, anch'egli invaghito della ninfa. Il Ciclope scoprendo i due amanti, in un impeto di rabbia, scagliò un enorme masso di lava contro Aci, schiacciandolo. Gli dei, mossi a compassione dal pianto disperato di Galatea, trasformarono il sangue del pastore in un fiume che nasce dall'Etna e sfocia in mare a Capo Mulini, permettendo così ai due amanti di ricongiungersi a ogni risacca.
Ora che conosciamo ninfe e sirene, non rimane che organizzare questo tour romantico tra terra e acqua. La prima tappa non potrà che essere la Fonte di Ortigia, luogo dell’abbraccio eterno tra Aretusa ed Alfeo. Consiglio di visitare la fonte al tramonto, quando i bastioni di Siracusa si dipingono di oro e rosso; sentirete l’unione tra l’acqua dolce della Ninfa e quella salata del suo amante che l’accoglie tra le sue braccia.
Da qui, a pochi Km, si arriva al fiume Ciane, dove silenzio e complicità saranno le vostre guide: circondati da una giungla di papiri alti fino a i 4 metri, potrete sussurrare, passeggiando le vostre promesse d’amore. In seguito spostatevi ad Acitrezza, di notte al chiar di luna, dove la forza dell’amore tra Galatea ed Aci vi farà sentire come l’Amore sia capace di superare ostacoli e natura avversa.
Lasciate le Ninfe, cercate le Sirene, con un’accortezza: non lasciatevi travolgere dai loro messaggi. Diventate nel tempo simbolo di seduzione ultraterrena, sono un richiamo d’amore e di bellezza struggente. Con questa consapevolezza recatevi a Capo Peloro, punta estrema della Sicilia, dove i due mari s’incontrano: guardate le luci della Calabria che si riflettono in mare, ascoltate il gorgoglio delle onde, quelle che venne interpretate come canto e lasciatevi andare a quelle magiche e misteriose melodie che vi porteranno a stringervi forte.
Non abbiate paura: vi racconteranno del passato e del presente, dell’estasi del vostro Amore. Non vi diranno nulla sul futuro, quello dipenderà solo da Voi.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




