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In Sicilia se ne parla da anni, ora è priorità: un lungomare unito nella Riviera dei Ciclopi

Un progetto atteso da anni e che ora, dopo i danni del ciclone Harry, è tornato al centro dell'agenda politico. Il sindaco di Acicastello: "È una priorità di Protezione civile"

Noemi Costanzo
Giornalista pubblicista
  • 21 febbraio 2026

Il lungomare di Acicastello

Nel cuore della Riviera dei Ciclopi, il progetto del Lungomare Unito che dovrebbe collegare fisicamente e simbolicamente i due borghi marini di Acicastello e Aci Trezza è tornato al centro del dibattito politico e civico.

Un’idea che da anni aleggia nelle ambizioni di sviluppo territoriale, oggi assume un valore ancora più urgente alla luce degli eventi climatici estremi che hanno messo in luce la fragilità del tessuto costiero e la mancanza di alternative sicure alla viabilità lungo la statale 114. Per decenni, la costa tra Acicastello e Aci Trezza è rimasta spezzata, obbligando residenti e visitatori a percorrere la trafficata statale 114 senza marciapiedi sicuri per spostarsi a piedi o in bici lungo il mare.

Questo “stacco” visivo e materiale, proprio nel punto in cui la costa offre panorami straordinari sul Mar Ionio e sui Faraglioni dei Ciclopi, è percepito da molti cittadini come una ferita aperta nella continuità territoriale delle due comunità. Negli anni si sono susseguite proposte di piste ciclopedonali, di riqualificazioni del lido dei Ciclopi e perfino di business plan per la gestione di aree pubbliche finalizzate al collegamento costiero.

Tuttavia, tra vincoli paesaggistici, questioni amministrative e aspetti normativi, la realizzazione di un percorso unitario resta ancora un traguardo da conquistare. Proprio in questo clima, l’attuale sindaco di Acicastello, Carmelo Scandurra, ha deciso di porre nuovamente l’accento sul tema con un lungo post diffuso sulla sua pagina Facebook. Nel messaggio, Scandurra pone con forza l’importanza di trasformare il “lungomare unito” da un semplice progetto urbanistico in una priorità strategica per l’intera comunità.

«Un’idea, un sogno collettivo, che avrebbe dovuto unire fisicamente e simbolicamente due comunità già legate. Oggi, alla luce di quanto accaduto, questo tema non è più soltanto uno sviluppo urbano o turistico: è una priorità di Protezione civile».

Questa affermazione rivela la doppia valenza che Scandurra attribuisce all’opera: non solo unire i due centri costieri per favorire turismo, socialità e fruizione culturale del territorio, ma soprattutto fornire una via di fuga alternativa e sicura, in grado di aumentare la resilienza del territorio di fronte a eventi estremi come le mareggiate.

«Immaginiamo un lungomare pedonale continuo - scrive ancora Scandurra - una passeggiata che colleghi idealmente il Castello normanno di Aci Castello ai Faraglioni di Aci Trezza: un unico abbraccio lungo la costa…».

Un’immagine suggestiva che porta l’attenzione sulla dimensione estetica e identitaria di quest’opera: non solo infrastruttura, ma simbolo di coesione e richiamo per residenti e visitatori. Inoltre, Scandurra ha indicato il giardino botanico del Lido dei Ciclopi come una componente fondamentale da recuperare e valorizzare come spazio pubblico culturale e sociale. Nonostante l’entusiasmo politico, la strada per concretizzare il progetto resta lunga.

Ostacoli burocratici e pianificatori, questioni legate alle concessioni balneari e la tutela degli habitat naturali lungo la costa sono tutte variabili che dovranno essere affrontate. Come sottolineato da più parti, il collegamento costa–costa implica non solo la sistemazione di un percorso pedonale/ciclabile, ma anche la definizione di spazi che oggi sono frammentati tra proprietà, vincoli ambientali e usi consolidati.

Tuttavia, con la dichiarata priorità strategica attribuita dal sindaco al Lungomare Unito, la prospettiva di unire finalmente Acicastello e Aci Trezza lungo un percorso costiero sicuro, bello e accessibile a tutti torna al centro dell’agenda pubblica.
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