La Sicilia "irriconoscibile" dopo il ciclone: "Palermo si rialza grazie alla società civile"
Intere comunità sono state "colpite al cuore" mentre il presidente della Regione stima i danni in oltre mezzo miliardo. Convocata la giunta straordinaria. I dettagli
La spiaggia di Mondello (foto di Daniele Corrao)
Intanto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani stima i danni in 740 milioni. Lo ha detto oggi, 22 gennaio, al termine della giunta straordinariache ha deliberato lo stato di calamità per i danni causati dal maltempo che ha colpito la Sicilia. Il presidente della Regione siciliana dà notizia anche di un primo stanziamento di 70 milioni di euro, 50 milioni subito disponibili e gli altri 20 milioni attingendo ai fondi globali con un'apposita norma che sarà proposta all'Assemblea regionale siciliana.
«La priorità ora è aiutare persone, famiglie e imprese a rialzarsi - afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia -. Chiediamo al governo regionale e al presidente Schifani interventi immediati e straordinari per garantire la sicurezza delle comunità colpite, ripristinare strade, scuole, strutture pubbliche e luoghi di lavoro e sostenere l’occupazione nei territori messi in ginocchio dalla tempesta».
Per il sindacato regionale «occorre dichiarare lo stato di calamità e attivare subito le risorse regionali e nazionali per la ricostruzione, senza burocrazia e ritardi - prosegue Lionti -. Chiediamo che siano salvaguardati i posti di lavoro con ammortizzatori sociali adeguati e misure di sostegno alle imprese danneggiate, in particolare quelle del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura». La Uil Sicilia sollecita inoltre un piano di prevenzione strutturale per la tutela del territorio, investimenti contro il dissesto idrogeologico e una vera pianificazione per la sicurezza delle aree costiere.
E anche la Sicilia Occidentale come Trapani e anche Palermo ha pagato un prezzo dopo il passaggio di Harry, anche se in misura minore: «Infrastrutture, abitazioni e attività economiche, con danni già stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro - afferma il consigliere comunale e Presidente della VI commissione consiliare Ottavio Zacco -. Le località balneari di Palermo tornano lentamente alla normalità, con una straordinaria collaborazione tra aziende partecipate, volontari, protezione civile, cittadini e commercianti»
Eppure tutto questo sottolinea ancora Zacco «viene spesso trattato come una notizia di coda, liquidata in pochi secondi nei telegiornali. Non è accettabile. E mentre l’isola affronta conseguenze pesantissime, il Governo nazionale non si è ancora mosso con la tempestività necessaria, a partire dal riconoscimento dello stato di emergenza e dall’attivazione delle misure straordinarie. La Sicilia non merita di essere messa in secondo piano».
Ma in mezzo a tanta incertezza «c’è una certezza: chi sta lavorando sul campo con senso dello Stato - conclude Zacco - Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e Polizie Locali stanno garantendo interventi e assistenza alla popolazione. A loro va il ringraziamento più sincero e al presidente della Regione che ha seguito personalmente l’emergenza e che ha convocato immediatamente una giunta straordinaria. La Sicilia chiede una sola cosa: attenzione, rispetto e risposte rapide. Non domani, adesso. Intanto le località balneari di Palermo tornano lentamente alla normalità, con una straordinaria collaborazione tra aziende partecipate, volontari, protezione civile, cittadini e commercianti».
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