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La Sicilia "irriconoscibile" dopo il ciclone: "Palermo si rialza grazie alla società civile"

Intere comunità sono state "colpite al cuore" mentre il presidente della Regione stima i danni in oltre mezzo miliardo. Convocata la giunta straordinaria. I dettagli

Balarm
La redazione
  • 22 gennaio 2026

La spiaggia di Mondello (foto di Daniele Corrao)

Una Sicilia «irriconoscibile» quella che si lascia alle spalle il ciclone "Harry" che nelle scorse ore ha colpito pesantemente soprattutto le coste dell'Isola e in particolare la parte Orientale Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, le isole minori. Lo dice Anci Sicilia per bocca del presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano che sottolineano: «Intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi».

Intanto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani stima i danni in 740 milioni. Lo ha detto oggi, 22 gennaio, al termine della giunta straordinariache ha deliberato lo stato di calamità per i danni causati dal maltempo che ha colpito la Sicilia. Il presidente della Regione siciliana dà notizia anche di un primo stanziamento di 70 milioni di euro, 50 milioni subito disponibili e gli altri 20 milioni attingendo ai fondi globali con un'apposita norma che sarà proposta all'Assemblea regionale siciliana.

«La priorità ora è aiutare persone, famiglie e imprese a rialzarsi - afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia -. Chiediamo al governo regionale e al presidente Schifani interventi immediati e straordinari per garantire la sicurezza delle comunità colpite, ripristinare strade, scuole, strutture pubbliche e luoghi di lavoro e sostenere l’occupazione nei territori messi in ginocchio dalla tempesta».

Per il sindacato regionale «occorre dichiarare lo stato di calamità e attivare subito le risorse regionali e nazionali per la ricostruzione, senza burocrazia e ritardi - prosegue Lionti -. Chiediamo che siano salvaguardati i posti di lavoro con ammortizzatori sociali adeguati e misure di sostegno alle imprese danneggiate, in particolare quelle del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura». La Uil Sicilia sollecita inoltre un piano di prevenzione strutturale per la tutela del territorio, investimenti contro il dissesto idrogeologico e una vera pianificazione per la sicurezza delle aree costiere.

E anche la Sicilia Occidentale come Trapani e anche Palermo ha pagato un prezzo dopo il passaggio di Harry, anche se in misura minore: «Infrastrutture, abitazioni e attività economiche, con danni già stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro - afferma il consigliere comunale e Presidente della VI commissione consiliare Ottavio Zacco -. Le località balneari di Palermo tornano lentamente alla normalità, con una straordinaria collaborazione tra aziende partecipate, volontari, protezione civile, cittadini e commercianti»

Eppure tutto questo sottolinea ancora Zacco «viene spesso trattato come una notizia di coda, liquidata in pochi secondi nei telegiornali. Non è accettabile. E mentre l’isola affronta conseguenze pesantissime, il Governo nazionale non si è ancora mosso con la tempestività necessaria, a partire dal riconoscimento dello stato di emergenza e dall’attivazione delle misure straordinarie. La Sicilia non merita di essere messa in secondo piano».

Ma in mezzo a tanta incertezza «c’è una certezza: chi sta lavorando sul campo con senso dello Stato - conclude Zacco - Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e Polizie Locali stanno garantendo interventi e assistenza alla popolazione. A loro va il ringraziamento più sincero e al presidente della Regione che ha seguito personalmente l’emergenza e che ha convocato immediatamente una giunta straordinaria. La Sicilia chiede una sola cosa: attenzione, rispetto e risposte rapide. Non domani, adesso. Intanto le località balneari di Palermo tornano lentamente alla normalità, con una straordinaria collaborazione tra aziende partecipate, volontari, protezione civile, cittadini e commercianti».

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