Mercato coperto di Ballarò, qualcosa si muove: bando per gli stand, ma è polemica
Pubblicato l'avviso per assegnare gli stalli per la vendita di prodotti ittici e zootecnici. Ma c'è chi ne chiede la revoca: "Nessuna tutela per gli operatori storici"
Il mercato coperto a Ballarò
Andiamo con ordine.
Un bando per l'assegnazione degli stand ai mercatari è atteso praticamente da quattro anni. Come vi abbiamo raccontato più volte sulle pagine di Balarm, la struttura, già pronta da tempo, ma mai effettivamente utilizzata non solo rischia di essere un'incompiuta, ma soprattutto in questi anni è sprofondata nel degrado, diventando uno dei luoghi utilizzati per lo spaccio e il consumo di crack.
Adesso l'amministrazione comunale ne ha appena pubblicato uno, a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale che recepisce le nuove linee guida nazionali per il rilascio delle concessioni del commercio su aree pubbliche, previste dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza. Un passaggio normativo che - a dire dell'amministrazione - ha consentito ai Comuni «di sbloccare procedure rimaste ferme e di avviare nuove assegnazioni secondo criteri trasparenti, meritocratici e uniformi su tutto il territorio nazionale».
Le domande di partecipazione possono essere presentate attraverso il portale telematico Impresa in un Giorno (clicca qui) entro il 21 settembre.
Le concessioni avranno durata decennale e saranno assegnate secondo i criteri previsti dalle nuove linee guida nazionali, premiando la professionalità, la qualità dell'offerta commerciale, la stabilità occupazionale, l'innovazione, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle produzioni di qualità.
«Con questo bando – dichiarano il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti – restituiamo una prospettiva concreta ad uno dei luoghi simbolo dell'identità commerciale e culturale di Palermo. Dopo anni di attesa e di stallo amministrativo, oggi possiamo finalmente dare il via a un progetto che rappresenta molto più della semplice assegnazione di posteggi: affidiamo agli operatori economici il compito di prendersi cura di un bene pubblico, contribuendo alla sua valorizzazione e trasformandolo in un motore di sviluppo economico, turistico e sociale per l'intero centro storico».
«Il Mercato Coperto di Ballarò – proseguono – dovrà diventare un luogo vivo, moderno e attrattivo, capace di coniugare la tradizione dei nostri mercati storici con elevati standard qualitativi, innovazione e servizi. La presenza stabile delle attività commerciali contribuirà ad aumentare il decoro urbano, a rafforzare la sicurezza dell'area, ad attrarre nuovi flussi turistici e a creare nuove opportunità di lavoro e di impresa. È un investimento sulla città, sulle sue eccellenze e sulla capacità dei nostri imprenditori di essere protagonisti della rigenerazione urbana».
Il sindaco Roberto Lagalla aggiunge: «La riqualificazione dei mercati storici rappresenta uno degli assi strategici dell'azione amministrativa. Ballarò è uno dei simboli più autentici di Palermo e merita di essere valorizzato con una gestione moderna, efficiente e sostenibile. Questo intervento contribuirà a rafforzare l'offerta commerciale del centro storico, migliorando la qualità dei servizi per cittadini e visitatori e consolidando il ruolo dei mercati come luoghi di aggregazione, identità e sviluppo economico».
Un bando che però non convince tutti. Soprattutto non piace a una parte di Prima Circoscrizione, che da anni segue la vicenda, come i consiglieri Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, che chiedono «l'immediata revoca del bando», definito «l'ennesimo atto di ostilità politica aperto e deliberato: la manifestazione pura della destra che governa Palermo, pronta a usare la leva amministrativa come una clava per cancellare l'economia popolare e fare spazio ai grandi capitali in un centro storico travolto dalla speculazione».
Dura la critica nei confronti dell'assessore Forzinetti, accusato di essere «del tutto incapace di guidare i processi complessi della città. Lo si è visto con la vicenda Alab, dove i soci sono stati (e sono ancora oggi) abbandonati ai cavilli burocratici, e lo si rivede a Ballarò spinto al paradosso: dopo quattro anni di paralisi e rifiuto del dialogo con i 41 mercatari storici, la Giunta arriva persino a vantare una ridicola "rapidità" d'azione, celebrando un fantomatico successo d'efficienza costruito in realtà sulla pelle dei lavoratori. Ma la gravità politica è doppia. La Giunta ha tradito e calpestato l'indirizzo del Consiglio Comunale. Il bando va revocato immediatamente in autotutela in quanto va in contraddizione con il parere espresso dal Segretario Generale del Comune di Palermo, che, sulla base della legge regionale, garantisce la facoltà e la legittimità della regolarizzazione degli operatori storici».
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