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Nastri d'argento 2026, "Gioia mia" vince (di nuovo): premiato anche un altro siciliano

Incetta di premi per il film d'esordio di Margherita Spampinato, palermitana, che vede protagonista un'altra attrice di casa nostra. E vince anche un altro siciliano

Tancredi Bua
Giornalista
  • 24 giugno 2026

La regista e la protagonista di "Gioia mia", Margherita Spampinato e Rori Quattrocchi premiate ai David

All'ottantesima edizione dei Nastri d'argento la Sicilia tiene alto il nome con il Nastro d'argento per la migliore canzone originale, "Le cose non dette", tratta dall'omonimo film di Gabriele Muccino e cantata da Mahmood, ma scritta e prodotta al fianco di Marcello Grilli e dello scordiense Paolo Buonvino (già compositore, fra le altre, della colonna sonora de "La matassa" di Ficarra e Picone, di "Terramatta" di Costanza Quatriglio e di "Il gattopardo" di Tom Shankland, Giuseppe Capotondi e Laura Luchetti, distribuito su Netflix) e, ancora una volta, con Margherita Spampinato e il suo "Gioia mia", vincitori di un Nastro speciale, il premio BNL BNP Paribas.

Nelle altre categorie, l'Isola concorreva in maniera diretta con Rori Quattrocchi, già vincitrice del David di Donatello come miglior attrice protagonista, candidata sempre per la sua zia Gela di "Gioia mia". Al suo posto ha trionfato Anna Ferzetti con il ruolo di Dorotea De Santis de "La grazia" di Paolo Sorrentino, film che in totale s'è portato a casa ben otto su nove candidature. "Gioia mia" di Margherita Spampinato, vincitore del miglior esordio agli scorsi David di Donatello, a questo giro cede il passo a "Primavera", per la regia di Damiano Michieletto, il film con Tecla Insolia ("Familia", "L'arte della gioia") ispirato al romanzo "Stabat Mater" di Tiziano Scarpa, in cui l'attrice varesina è affiancata da Michele Riondino. Fra i migliori esordi c'era anche "La salita", di Massimiliano Gallo, con protagonista la palermitana Roberta Caronia, che continua però la sua vita in sala con Fandango in attesa del possibile approdo su RaiPlay.

Purtroppo nessun Nastro d'argento ai siciliani in gara sul fronte tecnico, ma solo in parte: fra le nomination ai migliori costumi c'era la messinese Maria Rita Barbera con il suo lavoro per "Primavera", film che però se ha vinto come miglior esordio è perché nell'insieme la produzione ha centrato il segno sotto diversi fronti, e uno su tutti è indubbiamente il complesso scenografico/costumistico, curato dalla siciliana Barbera e da Gaspare De Pascali, anche lui (insieme a Carlotta Desmann) vincitore come miglior scenografia ma per "Duse", il film su Eleonora Duse, diretto da Pietro Marcello, con Vincenzo Pirrotta nel ruolo di Benito Mussolini, Marcello Mazzarella nel ruolo di Mariano Fortuno y Madrazo e Fausto Russo Alesi nei panni di Gabriele D'Annunzio. Il "film fatto per Bene" di Franco Maresco (che firmava il soggetto con Claudia Uzzo) era stato candidato come miglior soggetto, ma al suo posto ha vinto "La valle dei sorrisi" di Paolo Strippoli, ed è comunque stato un buon segnale per il cinema italiano, che avrebbe fatto trionfare l'autorialità con la vittoria di Maresco e ugualmente premia un genere - l'horror - che in Italia ha un enorme pubblico ma una produzione spesso ridotta a pochissime eccezioni.

E mentre i Nastri d'argento mettono un punto alla stagione cinematografica appena passata, una nuova finestra si apre con le selezioni - in corso già da qualche settimana - per la 83sima Mostra del cinema di Venezia, dal 4 al 6 settembre, con Maggie Gyllenhaal come presidente di giuria, festival in cui la Sicilia - stando alle produzioni impegnate nell'Isola negli ultimi mesi - potrebbe riservare diverse sorprese.
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