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Microscopi e strumenti per la scuola a rischio: scienziati americani uniti per lo Zen

Ricercatori e scienziati internazionali si sono uniti per una raccolta benefica che donerà un laboratorio ai bambini della scuola Giovanni Falcone allo Zen di Palermo

Balarm
La redazione
  • 1 dicembre 2017

Un quartiere a rischio che nasce e sopravvive tra storie di esclusione, malaffare e crimine, un'area afflitta dal degrado sociale: ma lo Zen 2 di Palermo è anche il quartiere in cui si inquadra la scuola media "Giovanni Falcone", istituto che resiste nonostante ripetuti atti vandalici e l'abbandono istituzionale.

Nonostante la presenza, forte, di associazioni e di insegnanti cuor di leone, è oggettiva però l'assenza di strumenti all'interno della struttura scolastica: argomento di cui si parla da diversi mesi.

Un problema ulteriore lì dove i bambini, che vivono già in un contesto che poco incoraggia all'istruzione, si devono destreggiare in aule prive di materiali didattici e laboratoriali, anche perché spesso non hanno alle spalle famiglie che spingono perché i piccoli continuino le scuole, allora il rischio che abbandonino le aule è alto.

La storia della scuola, portata alla luce dal reportage "Prof. in trincea" di Repubblica Palermo ha fatto letteralmente il giro del mondo, al punto da arrivare anche in America, dove alcuni scienziati e alcuni ricercatori si sono mobilitati per sostenere i piccoli dello Zen.

L’obiettivo dei benefattori statunitensi è quello di costituire un laboratorio di scienze moderno e multimediale: da San Francisco una ricercatrice ha contattato colleghi, europei e non, avviando una raccolta fondi per comprare libri e materiali vari.

Grazie alla generosità di chi ha partecipato sono infatti già stai inviati i camici, i guanti e le mascherine e il nuovo laboratorio di scienze è quasi ultimato: è stato fornito di microscopi e di tanti altri strumenti per gli esperimenti.

Sia bambini che insegnati sono entusiasti di questi aiuti: prova tangibile che lo studio può essere divertente e può essere quell’ancora che li salva da un futuro che tutti credono sia già stato scritto.

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