LE VIE DEI TESORI

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A Ragusa tra cortili segreti e dimore aristocratiche: "Le Vie dei Tesori" nella culla del Barocco siciliano

  • Le Vie dei Tesori
  • Vari luoghi - Ragusa
  • Dal 2 al 17 ottobre 2021 (solo sabato e domenica) (evento concluso)
  • Consulta il programma nel sito
  • 3 euro (visita singola), 10 euro (4 visite), 18 euro (10 visite)
  • Per le visite ai luoghi i coupon sono acquistabili online, direttamente sul posto o negli infopoint. Per passeggiate, esperienze, degustazioni ed eventi bisogna acquistare online il coupon dedicato ad ogni singola iniziativa. Ingressi contingentati e Green Pass (o tampone recente negativo) in tutti i luoghi al chiuso
Balarm
La redazione

Ragusa Ibla

Anche Ragusa, per la seconda edizione, apre le porte dei luoghi più ricchi e rappresentativi della città per il Festival "Le Vie dei Tesori" nei tre weekend in programma dal 2 al 17 ottobre.

Il terremoto del 1693 segnò la seconda vita della città sotto il segno del barocco, ma Ragusa rinacque dalle macerie, più bella di prima, nelle localizzazioni di Ragusa superiore, con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale.

E poi Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto) che è un miraggio di luci e di ombre, con la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto dove il tempo sembra essersi fermato.

E dove si susseguono cortili segreti, dimore aristocratiche, chiese spettacolari; perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Tante le opportunità tra cui scegliere nei tre weekend per scoprire bellezze e angoli nascosti.

Ve ne proponiamo alcuni.



La Chiesa di San Rocco, in primis, la “cona” dedicata al santo protettore degli appestati. La piccola chiesetta, ubicata ai margini del centro storico, sorse nell’ultimo quarto del Cinquecento e dopo la peste del 1576 fu dedicata a San Rocco, che era appunto il santo che proteggeva dalle malattie infettive.

Costruita sul costone roccioso che guarda la vallata San Leonardo, è sopravvissuta al terremoto del 1693. Ma è all’interno che è ben nascosto il suo tesoro: la chiesetta infatti protegge la grande e bellissima “cona” di San Rocco che risale al XVII secolo; un retablo ispirato a quello realizzato a fine Cinquecento da Antonino Gagini per l’abside di San Giorgio.

Il Museo della Cattedrale di San Giovanni, invece, custodisce i tesori sopravvissuti al terremoto e le antiche carte geografiche. Dedicato a San Giovanni Battista si snoda lungo sette sale che raccolgono opere d’arte provenienti dalle collezioni parrocchiali, in molti casi sopravvissute al terremoto del 1693.

Ci si muove tra preziose suppellettili religiose, alcune del XV secolo, oggetti come l’“Arca Sacra”, un reliquiario settecentesco che custodisce un dente del santo; poi paramenti liturgici, sculture e tele. All’interno anche una ricchissima collezione di carte geografiche della collezione Zipelli, un suggestivo viaggio nella storia della Sicilia attraverso le più varie rappresentazioni dell’Isola realizzate da cartografi, disegnatori, artisti e viaggiatori.

A Palazzo Arezzo di Trifiletti sarete accolti nella dimora di un illustre casato direttamente dalla nobile famiglia che lo abita. Dalla seconda metà dell’Ottocento, il Palazzo custodisce la memoria dei luoghi e della storia di un casato tra i più antichi dell’intera Sicilia. E la struttura architettonica si presenta ancora intatta, senza alcuna trasformazione.

Varcato il sontuoso portale in pietra asfaltica del cortile e la scenografica scalinata, appaiono arredi, il pavimento a maioliche napoletane, affreschi, tessuti, oggetti dei nobili proprietari.

Gli eleganti saloni, aperti su piazza Duomo, accolgono gli ospiti nel migliore dei modi. La guida d’eccezione della stessa famiglia Arezzo – che ancor oggi vi abita, con il racconto di tante curiosità e aneddoti legati al Palazzo – renderanno questa visita unica.

Se poi è un tocco di colore quello che cercate il posto dove andare è la bottega di carretti amata da Dolce &Gabbana e McCurry.

Esistono poche botteghe in cui una mano intaglia una sponda e l’altra decora a larghe pennellate o dove c’è ancora qualcuno che sa come si ricama una bardatura: è il laboratorio di Damiano Rotella e Biagio Castilletti, tra gli ultimi artigiani di carretti siciliani.

Da ragazzi erano a bottega da Domenico Di Mauro e da allora non hanno più abbandonato masciddari, sponde e ruote. Nel 2014, il salto mediatico: i Cinabro vengono chiamati da Google per rappresentare l’arte siciliana, poi arrivano Dolce e Gabbana e Smeg.

Nel 2018 Steve McCurry (famoso per lo scatto “Ragazza Afgana”), scatterà una serie di foto nella bottega. L’immagine “Fiat Bambino” ferma nel tempo una 500 dipinta per la quale ci sono voluti 7 anni di lavorazione: oggi è al Museo di Messina.

Se invece volete dedicarvi ad un’esperienza, per i più piccoli, è stata pensata quella che si svolge nei locali dell’ex Opera pia dove potranno giocare con libri d’artista, indossando le maschere di Bruno Munari.

Nelle stravaganti aule dell’Alaocra si metteranno poi all’opera: assembleremo scarti di legno realizzando torri, alveari, quadri tridimensionali, astratti e non; creeremo teste di legno e città immaginarie. I più grandi potranno descrivere le loro creazioni attraverso le “schede narrative”.

Se invece volete optare per una passeggiata vi proponiamo quella dal titolo “L’invenzione di una Prefettura”.

II 6 dicembre 1926 Ragusa diventa capoluogo di provincia e per celebrarla si dota di numerosi monumenti, tra questi il Palazzo di Governo progettato dall’architetto Ugo Tarchi e edificato tra il 1929 e il 1931, decorato con le tempere di Duilio Cambellotti.

Sulla scia di Leonardo Sciascia, si scopriranno le trasformazioni urbane del centro di Ragusa Superiore con una passeggiata guidata che condurrà anche all'interno della Prefettura.

Potete consultare l'elenco completo del luoghi aperti e delle attività in programma sul sito de Le Vie dei Tesori.
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