"All'alba del terzo millennio” in scena al Teatro L'Idea di Sambuca
In scena al Teatro L'Idea di Sambuca "All'alba del terzo millennio”, per la regia di Federico Magnano San Lio. Sul palco Emanuele Puglia e Cosimo Coltraro.
Pasqua 2000, in un imprecisato paesino di una delle tante province (intese come luoghi dell'anima e non come entità amministrative) italiane viene organizzata una sacra rappresentazione che dovrebbe concludersi in cima ad una montagnola, fuori dal centro abitato, che rappresenta il Golgota. Qui, due uomini attendono già da ore l'arrivo della processione appesi alle croci che simboleggiano quelle dei due ladroni dell'iconografia tradizionale. Per una strana concomitanza di eventi, la processione non arriverà mai e i due saranno costretti a socializzare, ad aprirsi l'uno verso l'altro, a mettere insieme le loro solitudini.
Uno è un maestro di scuola elementare, frustrato e rancoroso, laico, scettico, un pò classista, insofferente e misantropo. L'altro è un vinaio, incolto, rozzo ma socievole, ha una sua schiettezza genuina e una buona dose di logorrea che irrita il suo compagno di sventura, umile e “felicemente” rassegnato alla vita che conduce.
Pasqua 2000, in un imprecisato paesino di una delle tante province (intese come luoghi dell'anima e non come entità amministrative) italiane viene organizzata una sacra rappresentazione che dovrebbe concludersi in cima ad una montagnola, fuori dal centro abitato, che rappresenta il Golgota. Qui, due uomini attendono già da ore l'arrivo della processione appesi alle croci che simboleggiano quelle dei due ladroni dell'iconografia tradizionale. Per una strana concomitanza di eventi, la processione non arriverà mai e i due saranno costretti a socializzare, ad aprirsi l'uno verso l'altro, a mettere insieme le loro solitudini.
Uno è un maestro di scuola elementare, frustrato e rancoroso, laico, scettico, un pò classista, insofferente e misantropo. L'altro è un vinaio, incolto, rozzo ma socievole, ha una sua schiettezza genuina e una buona dose di logorrea che irrita il suo compagno di sventura, umile e “felicemente” rassegnato alla vita che conduce.














