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Andrea Chénier e il canto della Rivoluzione: al Bellini il capolavoro di Umberto Giordano

Liberté, Égalité, Fraternité: valori sublimi e fragili, fondanti eppure sempre minacciati, dall'assalto alla Bastiglia fino alla ghigliottina del Terrore.

"Andrea Chénier", il capolavoro musicato da Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, sublima nella forza del canto proprio quegli ideali di giustizia, umanità e amore, travolti allora e sempre dalla violenza della Storia.

Il titolo approda sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania che propone un proprio allestimento di grande impatto visivo.

Il dramma in quattro quadri, ambientato negli anni incandescenti della Rivoluzione francese, torna a interrogare il presente attraverso una vicenda in cui passione privata e tensione politica si fondono in modo indissolubile.

La regia è affidata a Giandomenico Vaccari, i costumi sono di Mariana Fracasso, allestimenti scenici di Arcangelo Mazza.

La produzione si avvale di un doppio cast di prestigio (il primo impegnato nelle date del 10, 12, 15, 18 aprile, il secondo in quelle dell'11, 14 e 16).

Nel ruolo del titolo si alternano i tenori Fabio Sartori e Vincenzo Costanzo, mentre Carlo Gérard è interpretato dai baritoni Devid Cecconi e Massimo Cavalletti. Maddalena di Coigny prende voce con i soprani Valeria Sepe e Soojin Moon-Sebastian. Completano il cast Nikolina Janevska (Bersi), Carlotta Vichi (Contessa di Coigny), Anna Malavasi e Maria Russo (Madelon), Nicolò Ceriani (Roucher), Michele Patti (Fléville), Lorenzo Barbieri (Fouquier Tinville), Leonardo Cremona (Mathieu), Cristiano Olivieri (l'Incredibile), Ivan Tanushi (l'Abate), Francesco Palmieri (Schmidt) e Filippo Micale nei ruoli del Maestro di casa e Dumas.

Turni: venerdì 10 turno A alle 20.30, sabato 11, domenica 12 e martedì 14 turni R, D e S1 alle 17.30, mercoledì 15 turno B alle 20.30, giovedì 16 e sabato 18 turni S2 e C alle 117.30.

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