"Arcaica" di Giuseppe Livio a Noto fra i reperti archeologici della città antica
Giuseppe Livio nel suo studio. Photo credit: Oriana Tabacco
Fa tappa a Noto, dal 14 settembre fino al 2 ottobre, la mostra itinerante "Arcaica" di Giuseppe Livio, ciclo di grandi carte esplorate con il carboncino dall’artista catanese che, dopo il felice esordio a Catania, espone al Museo Civico della città patrimonio Unesco per il suo barocco.
“Arcaica” è un progetto artistico che vede Giuseppe Livio alle prese con il linguaggio base dell’arte, il segno, gesto arcano e primordiale: epifania del desiderio di bellezza dell’Uomo, come documentano i graffiti nelle grotte preistoriche.
Suggestivo l’allestimento progettato per il Museo Civico di Noto (ex Monastero di Santa Chiara) dove, accanto ai reperti archeologici recuperati durante le campagne di scavo nell’antico sito della città (anch’essa rasa al suolo dal sisma del 1693 e ricostruita barocca, più maestosa e sfolgorante di prima), fa la sua apparizione l’universo immaginario di Livio, con le figurazioni e le contaminazioni della suo progetto.
Nudo, scarno, essenziale. Per Livio, che ha già esplorato la materia come scultore e l’universo cromatico del colore con la pittura, è arrivato il momento del segno. Le carte di "Arcaica" sono un’impresa monumentale, frutto di un lavoro febbrile al quale la tecnica, affinata nel corso degli anni, conferisce il senso del colore e la profondità della composizione narrativa.
“Arcaica” è un progetto artistico che vede Giuseppe Livio alle prese con il linguaggio base dell’arte, il segno, gesto arcano e primordiale: epifania del desiderio di bellezza dell’Uomo, come documentano i graffiti nelle grotte preistoriche.
Suggestivo l’allestimento progettato per il Museo Civico di Noto (ex Monastero di Santa Chiara) dove, accanto ai reperti archeologici recuperati durante le campagne di scavo nell’antico sito della città (anch’essa rasa al suolo dal sisma del 1693 e ricostruita barocca, più maestosa e sfolgorante di prima), fa la sua apparizione l’universo immaginario di Livio, con le figurazioni e le contaminazioni della suo progetto.
Nudo, scarno, essenziale. Per Livio, che ha già esplorato la materia come scultore e l’universo cromatico del colore con la pittura, è arrivato il momento del segno. Le carte di "Arcaica" sono un’impresa monumentale, frutto di un lavoro febbrile al quale la tecnica, affinata nel corso degli anni, conferisce il senso del colore e la profondità della composizione narrativa.
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