Čajkovskij, Sollima e Beethoven in concerto con l'Orchestra Sinfonica Siciliana
Čajkovskij, Sollima e Beethoven si incontrano venerdì 9 e sabato 10 gennaio al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo con il concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.
Lo spettacoo prende il via con la passione di Čajkovskij per Mozart e per il Settecento in generale, che costituisce la fonte d'ispirazione delle "Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra". La storia del brano è curiosa e un po’ spigolosa, segnata dagli interventi del violoncellista Wilhelm Fitzenhagen, che ne ha modificato la struttura e ordine delle variazioni. È proprio questa versione rielaborata, più virtuosistica, quella più spesso eseguita ancora oggi: una pagina brillante, cantabile e di grande fascino solistico, in circa venti minuti di musica continua e scintillante.
Con "Terra con variazioni per violoncello e orchestra" di Giovanni Sollima il principio classico del tema e variazioni viene capovolto. Il tema, nato come jingle urbano per l’Expo di Milano 2015, appare solo alla fine, affidato all’orchestra, dopo un viaggio sonoro fatto di frammenti, risonanze, improvvisazioni controllate e richiami a vocalità e culture mediterranee. È un brano che vive nella performance, che cambia a ogni esecuzione e che mescola rigore formale e libertà rituale, mantenendo però un forte legame con la tradizione.
La "Sinfonia n. 1 op. 21" di Beethoven chiude l'esibizione guardando al passato per spingersi in avanti. Ancora ancorata ai modelli di Haydn e Mozart, questa sinfonia rivela già una personalità nuova: audacie armoniche, energia ritmica, un Minuetto che corre come uno scherzo e un uso dei fiati che all’epoca fece discutere. È il biglietto da visita di un compositore consapevole della tradizione, ma già pronto a metterla in discussione.
Lo spettacoo prende il via con la passione di Čajkovskij per Mozart e per il Settecento in generale, che costituisce la fonte d'ispirazione delle "Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra". La storia del brano è curiosa e un po’ spigolosa, segnata dagli interventi del violoncellista Wilhelm Fitzenhagen, che ne ha modificato la struttura e ordine delle variazioni. È proprio questa versione rielaborata, più virtuosistica, quella più spesso eseguita ancora oggi: una pagina brillante, cantabile e di grande fascino solistico, in circa venti minuti di musica continua e scintillante.
Con "Terra con variazioni per violoncello e orchestra" di Giovanni Sollima il principio classico del tema e variazioni viene capovolto. Il tema, nato come jingle urbano per l’Expo di Milano 2015, appare solo alla fine, affidato all’orchestra, dopo un viaggio sonoro fatto di frammenti, risonanze, improvvisazioni controllate e richiami a vocalità e culture mediterranee. È un brano che vive nella performance, che cambia a ogni esecuzione e che mescola rigore formale e libertà rituale, mantenendo però un forte legame con la tradizione.
La "Sinfonia n. 1 op. 21" di Beethoven chiude l'esibizione guardando al passato per spingersi in avanti. Ancora ancorata ai modelli di Haydn e Mozart, questa sinfonia rivela già una personalità nuova: audacie armoniche, energia ritmica, un Minuetto che corre come uno scherzo e un uso dei fiati che all’epoca fece discutere. È il biglietto da visita di un compositore consapevole della tradizione, ma già pronto a metterla in discussione.
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