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"Crowned Idols", un filo che lega Sicilia e Grecia: a Siracusa in mostra un antico idolo cicladico

  • Museo Paolo Orsi - Siracusa
  • Dal 26 marzo al 26 luglio 2022 (evento concluso)
  • Visitabile dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, la domenica e i festivi, dalle ore 9.00 alle ore 14.00
  • 3 euro (solo per la mostra), 10 euro (ingresso al museo e mostra)
  • Maggiori info sul sito del museo 
Balarm
La redazione

Idolo cicladico

"Crowned Idols" è il titolo della mostra esposta al Museo "Paolo Orsi"  di Siracusa e dedicata all'idolo cicladico (riferibile cioè alla civiltà delle Isole Cicladi)  concesso dal Museo di Arte Cicladica a seguito dell’intesa Sicilia-Grecia. Grazie a questo protocollo è stato esposto ad Atene, lo scorso mese di settembre, il "Kouros ritrovato", nella grande mostra Kallos. 

La mostra rimane visitabile dal 26 marzo al 26 luglio 2022, dal lunedì al venerdì (dalle ore 9.00 alle ore 19.00), la domenica e i festivi, dalle ore 9.00 alle ore 14.00.

Attraverso la mostra curata da Demetrio Paparoni, il Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai, diretto da Carlo Staffile, ha voluto esaltare il significato e l’essenzialità dei tratti dell’idolo in marmo della varietà Spedos, datato all’Antico Cicladico (2800-2300 a.C.), mettendolo in dialogo con un'installazione dell’artista portoghese Joana Vasconcelos e con altre opere esposte nel museo di Siracusa che, pur essendo distanti cronologicamente, mostrano un comune denominatore con i valori simbolici della statua cicladica, ovvero la sua raffigurazione femminile, la bellezza e il significato simbolico e quasi ultraterreno.



Una mostra che consolida ulteriormente i rapporti fra Sicilia e Grecia, che in questi mesi si sono sempre più rinsaldati, grazie all'impegno dell'assessorato regionale dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana.

Il fil rouge tra l’opera cicladica, l’arte greca coloniale e quella cristiana è stata individuata proprio nella continuità del simbolismo “donna-divinità-natura” in cui Demetra e Kore, le Ninfe e le Sante paleocristiane costituiscono figure derivate e conseguenti all’organicità figurativa cicladica. Tratto d’unione, in una visione moderna che mette in relazione preistoria e storia, l’opera di un’artista contemporanea che ha scelto come fonte di ispirazione il mondo femminile, reinterpretato in nuove narrative.

Le figurine di Spedos a cui appartiene la statua in mostra sono sottili forme femminili allungate con braccia piegate, dalla caratteristica testa a forma di U e una spaccatura profondamente incisa tra le gambe; le statue di questa tipologia, tutte femminili, ad eccezione di una, vanno da esempi miniaturistici, alti pochi centimetri, a sculture ben più grandi, come quella che sarà esposta a Siracusa, alta circa 80 cm.

La statua cicladica presenta una forma modernissima, con lineamenti armonici e un tratto assolutamente contemporaneo. Un vero e proprio gioiello dell'arte antica.

La mostra coniuga, infatti, la classicità dell’Idolo greco con la modernità della grande installazione ambientale "Crowned Idols" dell’artista portoghese Joana Vasconcelos in cui la figura femminile, il modo in cui è percepita, il suo ruolo e il suo rapportarsi alla società, viene posta al centro della riflessione artistica.

L’associazione con l’Idolo proveniente dalla Grecia muove dalla considerazione che l’arte cicladica, che siamo portati a identificare con raffigurazioni essenziali e stilizzate vicine al gusto della scultura modernista, pone al centro proprio una figura femminile.

Per l’installazione del Museo Archeologico Paolo Orsi, l’artista ha tenuto conto della forma circolare dello spazio espositivo, presentando e incoronando, con un diverso equilibrio formale, un’altra figura femminile, questa volta rappresentata dall’Idolo Cicladico.

L’opera in mostra, “Crown”, è stata esposta per la prima volta a Londra nel 2012 in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione della Regina Elisabetta II.
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