"Follia?" in mostra a Palermo: 32 fotografie struggenti scattate in un ex manicomio
Una delle fotografie della mostra "Follia?" di Giorgio Lo Stimolo da Artètika (Palermo)
Immagini in bianco e nero, conservate in un cassetto per 50 anni e scattate all'interno dell'Ospedale San Salvi di Firenze, dove i malati di mente, prima della Legge Basaglia, venivano condannati ad un ergastolo involontario. Solo adesso l'artista, architetto e fotografo siciliano, Giorgio Lo Stimolo, le ha portate alla luce.
Le opere sono in mostra alla galleria Artètika di Palermo, dal 14 al 24 marzo (inaugurazione sabato 14 marzo alle ore 18.00), grazie alla volontà delle galleriste Gigliola Beniamino ed Esmeralda Magistrelli. Nel corso della presentazione l'autore dialoga con Enza Bertuglia Giaramidaro, Fiorella Friscia e Renato Pantaleo. Presentazione a cura di Michele Calantropo.
I 32 scatti esposti sono stati realizzati nel 1970, quando l'artista aveva 24 anni e raccontano l’isolamento degli «ospiti involontari, condannati senza colpa ad una forma di ergastolo, che eseguono una sbalorditiva performance per l’impietoso obiettivo di una macchina fotografica. Da vittime si trasformano in performer, per esprimere il loro terribile ed inconscio messaggio». commenta l'autore Giorgio Lo Stimolo.
«All’interno di un mondo alienato, carpirne l’essenza dello spirito - prosegue -, è possibile solo con l’accettazione delle loro personalità, facendo lo sforzo di non interferire sentimentalmente, frenare l’empatia per ottenere la neutralità ed il distacco necessario. Solo cosi, l’infelicità palese della condizione di alienati, svela drammaticamente una forma di estetica, e si può fare vedere la bellezza nella disperazione».
Le opere sono in mostra alla galleria Artètika di Palermo, dal 14 al 24 marzo (inaugurazione sabato 14 marzo alle ore 18.00), grazie alla volontà delle galleriste Gigliola Beniamino ed Esmeralda Magistrelli. Nel corso della presentazione l'autore dialoga con Enza Bertuglia Giaramidaro, Fiorella Friscia e Renato Pantaleo. Presentazione a cura di Michele Calantropo.
I 32 scatti esposti sono stati realizzati nel 1970, quando l'artista aveva 24 anni e raccontano l’isolamento degli «ospiti involontari, condannati senza colpa ad una forma di ergastolo, che eseguono una sbalorditiva performance per l’impietoso obiettivo di una macchina fotografica. Da vittime si trasformano in performer, per esprimere il loro terribile ed inconscio messaggio». commenta l'autore Giorgio Lo Stimolo.
«All’interno di un mondo alienato, carpirne l’essenza dello spirito - prosegue -, è possibile solo con l’accettazione delle loro personalità, facendo lo sforzo di non interferire sentimentalmente, frenare l’empatia per ottenere la neutralità ed il distacco necessario. Solo cosi, l’infelicità palese della condizione di alienati, svela drammaticamente una forma di estetica, e si può fare vedere la bellezza nella disperazione».
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