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Il "Treno del Ricordo" arriva a Palermo: come visitarlo e gli orari delle esibizioni

  • Stazione Centrale (binario 8), Piazza Giulio Cesare - Palermo
  • Dal 26 al 27 febbraio 2026
  • Visitabile alle 13.30 e alle 19.00 (giovedì), dalle 9.00 alle 19.00, ultimo ingresso alle 18.30 (venerdì)
  • Gratuito
Balarm
La redazione

Il "Treno del Ricordo" a Palermo

Cinque carrozze per attraversare la storia, ascoltare le voci dell’esodo giuliano-dalmata e trasformare la memoria in esperienza viva. Il Treno del Ricordo fa tappa a Palermo e apre le porte ai visitatori con un percorso immersivo che unisce documenti, immagini, oggetti e teatro, trasformando la stazione centrale in uno spazio di racconto collettivo.

Il convoglio storico, allestito come una mostra itinerante, sosta all’ottavo binario della Stazione Centrale ed visitabile nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio dalle 13.30 alle 19.00 e venerdì 27 febbraio dalle 9.00 alle 19.00 (ultimi ingressi alle 18.30).

All’interno del treno, i visitatori attraversano un itinerario multimediale che ricostruisce il viaggio degli esuli e il contesto storico del secondo dopoguerra. Pannelli informativi, fotografie d’epoca e materiali audiovisivi si alternano a testi originali affidati a una voce narrante, creando un racconto continuo che accompagna il pubblico lungo le carrozze.

Particolarmente toccante è l’esposizione di alcune masserizie appartenute agli esuli, oggetti quotidiani custoditi dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata nel Magazzino 18 di Trieste. Valigie, utensili e ricordi che restituiscono la dimensione umana dell’esodo e rendono tangibile la storia.

La quinta carrozza, novità dell’edizione 2026, è dedicata alle giovani generazioni: ospita una selezione di elaborati degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo” e materiali del progetto “Il Viaggio del Ricordo”, realizzato dall’Agenzia Italiana per la Gioventù nei luoghi simbolo dell’esodo.

A rendere unica la tappa palermitana è “La memoria è un viaggio”, l’intervento teatrale ideato e diretto dal regista Leonardo Petrillo e realizzato dal Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con il Museo Civico “Baldassarre Romano” di Termini Imerese.

Gli allievi della Scuola di recitazione e professioni della scena del Teatro Biondo accolgono i visitatori direttamente nelle carrozze, trasformando la visita in un’esperienza performativa. Attraverso brevi interventi recitati, gli attori restituiscono le storie di nipoti e pronipoti degli esuli giuliano-dalmati, dando voce a una memoria familiare che attraversa generazioni.

Le testimonianze sono tratte dal libro Popolo in fuga – Sicilia terra d’accoglienza di Fabio Lo Bono e raccontano il legame tra la Sicilia e le comunità accolte nel dopoguerra. Il risultato è un racconto corale che si intreccia con l’allestimento del treno, creando un dialogo tra documento storico e interpretazione teatrale.

Orari di esibizione
26 febbraio 13.30, 14.30, 18.00
27 febbraio 9.30, 13.30, 14.30, 18.00

Il Treno del Ricordo è un treno storico messo a disposizione da Fondazione FS Italiane insieme al Gruppo FS che attraversa l’Italia in undici tappe e ripercorre, con una mostra itinerante allestita al suo interno, il viaggio compiuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati nel Dopoguerra.

Il treno sosta all’ottavo binario della stazione di Palermo Centrale, decima tappa del suo percorso dopo Trieste, Pordenone, Bologna, Pescara, L’Aquila, Roma, Latina, Salerno, Reggio Calabria per concludere il suo viaggio a Siracusa il 28 febbraio e l'1 marzo.
 
All’evento di giovedì 26 febbraio hanno partecipato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Lucia Albano, il Viceprefetto Vicario di Palermo, Patrizia Adorno, l’Assessore al Personale e servizi demografici del Comune di Palermo, Dario Falzone, il responsabile produzione Sicilia Trenitalia Ferdinando Alessandro e l’Istituto Magistrale Statale Regina Margherita di Palermo.

L’Inno di Mameli è stato eseguito dal Conservatorio di Musica "Alessandro Scarlatti" di Palermo.
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