Incontro con Peter Greenaway e proiezione del film "The Greenaway alphabet"
Nell'ambito della manifestazione "Efebo d'Oro", venerdì 9 novembre è in programma l'incontro con Peter Greenaway, insieme a Saskia Boddeke, sua moglie e regista del film "The Greenaway alphabet", e alla figlia Zoe.
Alla serata interverranno Alessia Cervini, docente di Storia del Cinema dell'Università di Palermo, e Giovanni Massa, direttore Artistico dell'Efebo d'Oro.
A seguire, la proiezione del cortometraggio "Windows" e del film "The Greenaway alphabet": un ritratto enciclopedico per conoscere dalla A alla Z tutte le sfumature di Greenaway.
Realizzato dalla moglie, l’artista multimediale Saskia Boddeke, l’opera vede coinvolta la figlia sedicenne Zoë. È lei a fare le domande, in un’intervista/conversazione che pone il regista di fronte alla sintesi tra il suo ruolo di padre e di artista visionario.
Nato nel 1942 in Galles, Peter Greenaway non è solo un cineasta visionario, ma un artista sfaccettato, uno scrittore, ma soprattutto un pittore prestato alla settima arte e impegnato a fare del suo cinema un universo figurativo dal forte impatto visivo. Folgorato da adolescente dalla visione de “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, realizza nel 1962 il suo primo cortometraggio (Death of Sentiment).
Mentre prosegue la carriera di pittore e romanziere, partecipa alla realizzazione di numerosi documentari. Sarà a partire dal successo de "I misteri del giardino di Compton House" (The Draughtsman’s Contract) che Greenaway verrà annoverato a buon diritto tra i registi più importanti e originali della contemporaneità.
Alla serata interverranno Alessia Cervini, docente di Storia del Cinema dell'Università di Palermo, e Giovanni Massa, direttore Artistico dell'Efebo d'Oro.
A seguire, la proiezione del cortometraggio "Windows" e del film "The Greenaway alphabet": un ritratto enciclopedico per conoscere dalla A alla Z tutte le sfumature di Greenaway.
Realizzato dalla moglie, l’artista multimediale Saskia Boddeke, l’opera vede coinvolta la figlia sedicenne Zoë. È lei a fare le domande, in un’intervista/conversazione che pone il regista di fronte alla sintesi tra il suo ruolo di padre e di artista visionario.
Nato nel 1942 in Galles, Peter Greenaway non è solo un cineasta visionario, ma un artista sfaccettato, uno scrittore, ma soprattutto un pittore prestato alla settima arte e impegnato a fare del suo cinema un universo figurativo dal forte impatto visivo. Folgorato da adolescente dalla visione de “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, realizza nel 1962 il suo primo cortometraggio (Death of Sentiment).
Mentre prosegue la carriera di pittore e romanziere, partecipa alla realizzazione di numerosi documentari. Sarà a partire dal successo de "I misteri del giardino di Compton House" (The Draughtsman’s Contract) che Greenaway verrà annoverato a buon diritto tra i registi più importanti e originali della contemporaneità.














