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Musica, teatro e spettacoli in vigna: i 10 anni di "Sciaranuova Festival" sotto l'Etna

  • Cantina Planeta Sciaranuova - Castiglione di Sicilia (Ct)
  • 24, 25 luglio 2026
    1 agosto 2026
  • 20.00 (ingresso), 21.00 (spettacolo)
  • 33 euro (intero), 22 euro (ridotto per i ragazzi dai 7 ai 21 anni)
  • Biglietti acquistabili online sulla piattaforma Dice. Maggiori info sul sito di Sciaranuova oppure chiamando il numero 091 327965 o inviando una mail a eventi@planeta.it
Balarm
La redazione
Dieci anni ai piedi del vulcano sono uno specchio del tempo che è passato: pandemie, convulsioni geopolitiche, rivoluzioni tecnologiche, un'accelerazione continua che fatica a lasciare spazio alla riflessione. Sciaranuova Festival ha attraversato tutto questo con la cocciutaggine di chi crede che il teatro serva a qualcosa.

Giunto alla decima edizione, il festival che si svolge nella Cantina Planeta Sciaranuova di Castiglione di Sicilia (Catania) sceglie il titolo più onesto che potesse trovarsi: "Dieci". Un anniversario che il festival, nato nel cuore dei vigneti di Planeta, alle pendici dell'Etna, celebra con la consapevolezza di chi ha costruito qualcosa di duraturo, e la curiosità di chi non ha ancora finito di farlo.

Il teatro è «il fool del nostro tempo - spiega la direttrice artistica Ottavia Casagrande -. Troppo povero per essere comprato. Troppo assurdo per essere imbrigliato». Uno spazio sempre più circoscritto, fragile, ma anche ostinatamente vivo, capace di resistere e di sorprendere.

Per questa edizione, la famiglia Planeta ha scelto di fare quello che si fa nelle feste vere: richiamare gli amici di sempre e aprire la porta a qualche volto nuovo. Accanto ad artisti e compagnie già ospitati nelle edizioni passate, una giovane realtà si affaccia per la prima volta su questo palcoscenico naturale tra i vigneti del vulcano.

"Dieci" si articola tra luglio e agosto con tre appuntamenti serali tra i vigneti dell'Etna. Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00, mentre l'ingresso in vigna è consentito a partire dalle 20.00. I biglietti sono acquistabili online sulla piattaforma Dice. Maggiori info sul sito di Sciaranuova oppure chiamando il numero 091 327965 o inviando una mail a eventi@planeta.it

IL PROGRAMMA
Il festival si apre venerdì 24 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) con LAC Lugano Arte e Cultura con il ritorno di Tindaro Granata in "Vorrei una voce", uno spettacolo commovente e crudele che ha per protagoniste le detenute della Casa Circondariale di Messina e la voce di Mina. Un monologo dedicato a chi ha perso la capacità di sognare - e a chi vuole ritrovarla. Si ispira al percorso teatrale che l'autore e attore siciliano ha tracciato con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina, nell'ambito del progetto Il Teatro per Sognare. Fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.

Sabato 25 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) è la volta di Babilonia Teatri con "Calcinculo", di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con la partecipazione straordinaria di Francesco Scimemi e le musiche di Lorenzo Scuda. Uno sguardo tagliente, dolente e ironico sul mondo che ci circonda: una requisitoria travestita da lunapark, in cui musica rock, trucchi di magia e concorsi di bellezza canina convivono non del tutto pacificamente. Uno spettacolo che fotografa il nostro tempo, le sue perversioni, le sue fughe da sé e la sua incapacità di immaginare un futuro. Realtà e finzione si sovrappongono: spesso non è chiaro dove finisca la vita reale e dove inizi la sua rappresentazione.

Il festival si chiude sabato 1 agosto (clicca qui per acquistare online il biglietto) con una prima regionale e una nuova scoperta - "La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza", di Alberto Fumagalli, con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, per la compagnia bergamasca Les Moustaches. Una commedia in lingua poetica antica e modernissima. Una storia semplice di aspirazioni che si scontrano con la realtà. 

Ciccio Speranza è il secondogenito di una famiglia contadina, cresciuto in una realtà grezza, patriarcale e claustrofobica, vive in una vecchia catapecchia di provincia dove si sente soffocare. Intorno a lui, un padre violento e un fratello gretto rappresentano il peso di una società che non ammette fragilità né sogni.

Eppure Ciccio ha un desiderio troppo grande per restare chiuso in un cassetto: vuole indossare un tutù rosa e danzare. Con un linguaggio poetico e ironico nel suo impasto di dialetti, "Les Moustaches" restituiscono una storia d'amore verso sé stessi, verso ciò che si è, nonostante tutto. Un sogno malconcio e  bistrattato che non si arrende mai.
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