Musica, teatro e spettacoli in vigna: i 10 anni di "Sciaranuova Festival" sotto l'Etna
Dieci anni ai piedi del vulcano sono uno specchio del tempo che è passato: pandemie, convulsioni geopolitiche, rivoluzioni tecnologiche, un'accelerazione continua che fatica a lasciare spazio alla riflessione. Sciaranuova Festival ha attraversato tutto questo con la cocciutaggine di chi crede che il teatro serva a qualcosa.
Giunto alla decima edizione, il festival che si svolge nella Cantina Planeta Sciaranuova di Castiglione di Sicilia (Catania) sceglie il titolo più onesto che potesse trovarsi: "Dieci". Un anniversario che il festival, nato nel cuore dei vigneti di Planeta, alle pendici dell'Etna, celebra con la consapevolezza di chi ha costruito qualcosa di duraturo, e la curiosità di chi non ha ancora finito di farlo.
Il teatro è «il fool del nostro tempo - spiega la direttrice artistica Ottavia Casagrande -. Troppo povero per essere comprato. Troppo assurdo per essere imbrigliato». Uno spazio sempre più circoscritto, fragile, ma anche ostinatamente vivo, capace di resistere e di sorprendere.
Per questa edizione, la famiglia Planeta ha scelto di fare quello che si fa nelle feste vere: richiamare gli amici di sempre e aprire la porta a qualche volto nuovo. Accanto ad artisti e compagnie già ospitati nelle edizioni passate, una giovane realtà si affaccia per la prima volta su questo palcoscenico naturale tra i vigneti del vulcano.
"Dieci" si articola tra luglio e agosto con tre appuntamenti serali tra i vigneti dell'Etna. Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00, mentre l'ingresso in vigna è consentito a partire dalle 20.00. I biglietti sono acquistabili online sulla piattaforma Dice. Maggiori info sul sito di Sciaranuova oppure chiamando il numero 091 327965 o inviando una mail a eventi@planeta.it
IL PROGRAMMA
Il festival si apre venerdì 24 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) con LAC Lugano Arte e Cultura con il ritorno di Tindaro Granata in "Vorrei una voce", uno spettacolo commovente e crudele che ha per protagoniste le detenute della Casa Circondariale di Messina e la voce di Mina. Un monologo dedicato a chi ha perso la capacità di sognare - e a chi vuole ritrovarla. Si ispira al percorso teatrale che l'autore e attore siciliano ha tracciato con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina, nell'ambito del progetto Il Teatro per Sognare. Fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.
Sabato 25 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) è la volta di Babilonia Teatri con "Calcinculo", di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con la partecipazione straordinaria di Francesco Scimemi e le musiche di Lorenzo Scuda. Uno sguardo tagliente, dolente e ironico sul mondo che ci circonda: una requisitoria travestita da lunapark, in cui musica rock, trucchi di magia e concorsi di bellezza canina convivono non del tutto pacificamente. Uno spettacolo che fotografa il nostro tempo, le sue perversioni, le sue fughe da sé e la sua incapacità di immaginare un futuro. Realtà e finzione si sovrappongono: spesso non è chiaro dove finisca la vita reale e dove inizi la sua rappresentazione.
Il festival si chiude sabato 1 agosto (clicca qui per acquistare online il biglietto) con una prima regionale e una nuova scoperta - "La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza", di Alberto Fumagalli, con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, per la compagnia bergamasca Les Moustaches. Una commedia in lingua poetica antica e modernissima. Una storia semplice di aspirazioni che si scontrano con la realtà.
Ciccio Speranza è il secondogenito di una famiglia contadina, cresciuto in una realtà grezza, patriarcale e claustrofobica, vive in una vecchia catapecchia di provincia dove si sente soffocare. Intorno a lui, un padre violento e un fratello gretto rappresentano il peso di una società che non ammette fragilità né sogni.
Eppure Ciccio ha un desiderio troppo grande per restare chiuso in un cassetto: vuole indossare un tutù rosa e danzare. Con un linguaggio poetico e ironico nel suo impasto di dialetti, "Les Moustaches" restituiscono una storia d'amore verso sé stessi, verso ciò che si è, nonostante tutto. Un sogno malconcio e bistrattato che non si arrende mai.
Giunto alla decima edizione, il festival che si svolge nella Cantina Planeta Sciaranuova di Castiglione di Sicilia (Catania) sceglie il titolo più onesto che potesse trovarsi: "Dieci". Un anniversario che il festival, nato nel cuore dei vigneti di Planeta, alle pendici dell'Etna, celebra con la consapevolezza di chi ha costruito qualcosa di duraturo, e la curiosità di chi non ha ancora finito di farlo.
Il teatro è «il fool del nostro tempo - spiega la direttrice artistica Ottavia Casagrande -. Troppo povero per essere comprato. Troppo assurdo per essere imbrigliato». Uno spazio sempre più circoscritto, fragile, ma anche ostinatamente vivo, capace di resistere e di sorprendere.
Per questa edizione, la famiglia Planeta ha scelto di fare quello che si fa nelle feste vere: richiamare gli amici di sempre e aprire la porta a qualche volto nuovo. Accanto ad artisti e compagnie già ospitati nelle edizioni passate, una giovane realtà si affaccia per la prima volta su questo palcoscenico naturale tra i vigneti del vulcano.
"Dieci" si articola tra luglio e agosto con tre appuntamenti serali tra i vigneti dell'Etna. Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00, mentre l'ingresso in vigna è consentito a partire dalle 20.00. I biglietti sono acquistabili online sulla piattaforma Dice. Maggiori info sul sito di Sciaranuova oppure chiamando il numero 091 327965 o inviando una mail a eventi@planeta.it
IL PROGRAMMA
Il festival si apre venerdì 24 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) con LAC Lugano Arte e Cultura con il ritorno di Tindaro Granata in "Vorrei una voce", uno spettacolo commovente e crudele che ha per protagoniste le detenute della Casa Circondariale di Messina e la voce di Mina. Un monologo dedicato a chi ha perso la capacità di sognare - e a chi vuole ritrovarla. Si ispira al percorso teatrale che l'autore e attore siciliano ha tracciato con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina, nell'ambito del progetto Il Teatro per Sognare. Fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.
Sabato 25 luglio (clicca qui per acquistare online il biglietto) è la volta di Babilonia Teatri con "Calcinculo", di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con la partecipazione straordinaria di Francesco Scimemi e le musiche di Lorenzo Scuda. Uno sguardo tagliente, dolente e ironico sul mondo che ci circonda: una requisitoria travestita da lunapark, in cui musica rock, trucchi di magia e concorsi di bellezza canina convivono non del tutto pacificamente. Uno spettacolo che fotografa il nostro tempo, le sue perversioni, le sue fughe da sé e la sua incapacità di immaginare un futuro. Realtà e finzione si sovrappongono: spesso non è chiaro dove finisca la vita reale e dove inizi la sua rappresentazione.
Il festival si chiude sabato 1 agosto (clicca qui per acquistare online il biglietto) con una prima regionale e una nuova scoperta - "La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza", di Alberto Fumagalli, con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri, per la compagnia bergamasca Les Moustaches. Una commedia in lingua poetica antica e modernissima. Una storia semplice di aspirazioni che si scontrano con la realtà.
Ciccio Speranza è il secondogenito di una famiglia contadina, cresciuto in una realtà grezza, patriarcale e claustrofobica, vive in una vecchia catapecchia di provincia dove si sente soffocare. Intorno a lui, un padre violento e un fratello gretto rappresentano il peso di una società che non ammette fragilità né sogni.
Eppure Ciccio ha un desiderio troppo grande per restare chiuso in un cassetto: vuole indossare un tutù rosa e danzare. Con un linguaggio poetico e ironico nel suo impasto di dialetti, "Les Moustaches" restituiscono una storia d'amore verso sé stessi, verso ciò che si è, nonostante tutto. Un sogno malconcio e bistrattato che non si arrende mai.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




