"Io": lo spettacolo di Mastrella e Rezza debutta allo Zo Centro Culture di Catania
"AltreScene", la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō centro culture contemporanee di Catania annuncia il primo nome che apre la rassegna vera e propria all’inizio del prossimo anno.
Si tratta di Antonio Rezza il quale sabato 8 gennaio (alle ore 18.30 e alle 21.00) calca il palco di Zō con "Io", spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, premiati nel 2018 con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia.
Lo spettacolo tratta la storia di un radiologo esaurito che fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio.
Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l’affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro.
Le scene sono coinvolte completamente nell’azione drammaturgica, la struttura è di metallo sottile, sostiene i teli che, disposti in vari piani, risentono del movimento del corpo.
Il colore dei quadri si espande, il metallo si insinua nella stoffa, i cambiamenti di scena frequenti rinnovano in continuazione l’andatura cromatica.
Si tratta di Antonio Rezza il quale sabato 8 gennaio (alle ore 18.30 e alle 21.00) calca il palco di Zō con "Io", spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, premiati nel 2018 con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia.
Lo spettacolo tratta la storia di un radiologo esaurito che fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio.
Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l’affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro.
Le scene sono coinvolte completamente nell’azione drammaturgica, la struttura è di metallo sottile, sostiene i teli che, disposti in vari piani, risentono del movimento del corpo.
Il colore dei quadri si espande, il metallo si insinua nella stoffa, i cambiamenti di scena frequenti rinnovano in continuazione l’andatura cromatica.














