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La figlia (dimenticata) di Agamennone: "Crisotemi" allo Spazio Franco di Palermo

Balarm
La redazione

Alessandra Fazzino

Uno spazio dedicato alla creazione contemporanea che attraversa generi e linguaggi e diverse generazioni di artisti e artiste, per portare a Palermo il meglio del teatro del nostro presente.

Ritorna fino al 22 maggio allo Spazio Franco (Padiglione 18-A ai Cantieri culturali alla Zisa), "Scena Nostra" la rassegna prodotta da Babel in collaborazione con Rete Latitudini, con il sostegno di Regione Siciliana e Ministero della Cultura.

Il prossimo appuntamento va in scena l'1 e il 2 marzo, alle 21.00, e vede protagonista la danzatrice e coreografa Alessandra Fazzino, regista e interprete di "Crisòtemi. Hikikomori ad Argo". Lo spettacolo è tratto dal testo di Francesco Randazzo dedicato a uno dei personaggi minori della saga degli Atridi.

Una produzione e distribuzione di Nutrimenti Terrestri con il sostegno di Spazio Franco Palermo.

Scritto da Alessandra Fazzino, scene e costumi a cura di Bianca Desini/ Alessandra Fazzino; elaborazioni musicali Daniele Martorana; light designer Vittorio Di Matteo; voci registrate Alessandra Fazzino e Francesco Randazzo; realizzazione video/trailer Giuseppe Galante; foto Marta Puglisi). 
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Crisotemi è una delle figlie di Agamennone e Clitennestra, sorella di Elettra, di Ifigenìa e di Oreste. Di fatto un personaggio minore della saga degli Atridi.

Crisotemi è la scomparsa, la dimenticata. Sfiorata dal racconto del mito, menzionata di sfuggita, praticamente cancellata.

La sua colpa? Non essersi schierata nella faida familiare, aver rifiutato la violenza e la storia crudele della sua famiglia. L'autore la immagina chiusa nella sua stanza del palazzo di Argo, le cui pareti sono di cristallo.

Noi la immaginiamo rinchiusa nella sua camera, appartata dal mondo, in una solitaria e perenne osservazione e fuga dalla realtà.

Vediamo Crisotemi dentro un quadrato, racchiusa dalle pareti virtuali che la sua mente ha creato, rapportarsi con dei personaggi che vivono nella sua testa, impegnata in un dialogo continuo con i suoi fantasmi, che la assillano ma che anche la accompagnano in questo luogo solitario.

Si racconta e ci tocca il cuore con la sua fragilità di persona che ha perso tutto, ma non  la speranza di un cambiamento.
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