Peppi il disgraziato
Per il ciclo delle fiabe della tradizione popolare siciliana è la volta di "Peppi il disgraziato". La fiaba racconta di un ragazzo che non ne voleva sapere di lavorare e per questo, e per le sue continue monellerie, tutti lo conoscevano in paese come “Peppi il disgraziato”. Il termine “disgraziato”, in questo caso è però da intendersi nell'accezione siciliana di "disobbediente e furbo, ma di buon cuore", il che avvicina per certi versi il nostro protagonista alla figura del monello Chapliniano. Dopo aver cercato invano di inserirsi nel mondo del lavoro, comincia infatti per Peppi un lungo cammino esperienziale che lo porterà all'incontro con draghi, giganti, mostri e animali fantastici.
Grazie alla sua astuzia riuscirà sempre a fare tesoro delle esperienze vissute per superare gli ostacoli che si presenteranno sul suo cammino, per traghettarci con successo verso la fine della storia che, come tutte le fiabe che si rispettino, non può che concludersi con un lieto fine, o quasi, dato che il Pitrè nel testo originale conclude dicendo “...loro restarono felici e contenti, e noi qua senza niente”. Anche questo quarto appuntamento con il ciclo delle fiabe popolari siciliane infatti si basa su una dei racconti orali trascritti dall'antropologo Giuseppe Pitrè, che per primo ha intuito l'importanza delle storie e delle leggende tramandate oralmente in Sicilia dalla gente "del popolo", come ad esempio contadini, operai, casalinghe, ma anche mamme, papà e nonni, e ha pensato di trascriverle per conservarne il ricordo nel tempo.
È grazie a lui, quindi, che questi racconti non sono andati perduti, e uno di questi è proprio "Peppi il disgraziato", raccontato a Salomone Marino da Nina Fedele, una donna di Borgetto, un piccolo paesino che si trova in provincia di Palermo. L' atelier la lucciola, teatro-atelier per bambini, ha scelto già da qualche anno di dedicare un ciclo di spettacoli a queste fiabe, incentivandone l'ascolto nei bambini, per valorizzare la cultura popolare siciliana, e suscitare in loro una forte curiosità legata alle storie e le leggende che hanno contribuito a costruire l'identità della nostra isola. La storia viene narrata da un'attrice, usando delle marionette “da tavolo” manovrate “a vista”.
L'atmosfera dello spettacolo, a volte drammatica, a volte ironica, è delineata da un tappeto sonoro che scandisce i vari momenti dello spettacolo, arricchito da suoni che sottolineano l'azione, valorizzano la narrazione e che tengono sempre desta l'attenzione degli spettatori. Le scene dello spettacolo cambiano e si sviluppano direttamente davanti gli occhi dei bambini, suscitando stupore e tanta curiosità.














