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Conversazione "Scrittura e passione musicale in Antonio Pizzuto"

In occasione del 120° anniversario della nascita di Antonio Pizzuto, presso la nuova sede della galleria FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, dove lo scrittore era nato al 4° piano, prospetto di Via Maqueda, e dove abitava al 3° piano il nonno materno Ugo Antonio Amico, importante latinista ericino, si terrà la conversazione su "Scrittura e passione musicale in Antonio Pizzuto".

La nuova sede della Galleria Pantaleone, che si è inaugurata lo scorso 21 marzo, apre un pezzo del palazzo Di Napoli alla città e coincidendo con questo anniversario rappresenta un auspicio vitale per Palermo. Intervengono il Prof. Piero Violante docente di Sociologia della musica, all’università di Palermo, critico musicale, e Rosalba Galvagno docente all’università di Catania che ha già scritto diversi saggi sul rapporto con la musica nella scrittura di Antonio Pizzuto.

Nel 1996 a villa Trabia, Carmelo Bene invitato dal sindaco Orlando, recita alcuni brani di Signorina Rosina. La manifestazione ebbe una forte risonanza, e Bene sul palco volle ripetere: “Pizzuto va letto, invito a leggere Pizzuto”. C’era però un solo particolare, non circolavano libri di Pizzuto da almeno un decennio, e già non si trovavano nemmeno nelle bancarelle, dove li avevano trovati quasi per caso i pochi e appassionati lettori nei decenni precedenti.

Oggi grazie alla Fondazione Antonio Pizzuto diretta dalla figlia a Roma dal 1997, e alla cura di Antonio Pane e Gualberto Alvino tutta l’opera edita e inedita è stata pubblicata: Rapin e Rapier, Editori Riuniti, 1998; Si riparano bambole, Sellerio, 2001 e Bompiani, 2010; Sinfonia (1923), Mesogea 2005; Sinfonia (1927), Lavieri, 2009; Giunte e Caldaie, Fermenti, 2008. Tutto il resto dell’opera è stato pubblicato dalla Polistampa di Firenze, compresi tutti gli epistolari fra cui: Pizzuto-Contini, o infine Pizzuto-Lucio Piccolo pubblicato da Scheiwiller nel 2002. Nel 2012 con l’uscita di Sinfonia, curata da Antonio Pane, scritta nel ‘64, pubblicata per la prima volta da Lerici nel ‘66, si completa l’omnia. Nel 2009 si celebra a Bagheria ospitato dal Museo Guttuso il primo vero convegno di studi a lui dedicato con la presenza di studiosi quali: Denis Ferraris della Sorbona di Parigi, Gillo Dorfles, Walter Pedullà, Angelo Guglielmi, Felicita Audisio , Rosalba Galvagno e la traduttrice francese Madleine Santschi, gli atti sono stati pubblicati dalla Bonanno di Catania nel 2011.

Finora gli studi, oltre quelli filologici, hanno esplorato per la maggiore il rapporto con la filosofia e con Cosmo Guastella che fu il relatore della tesi “Sullo scetticismo di Hume”, ( in fase di pubblicazione), e il cui fenomenismo radicale avrebbe esercitato un’influenza nelle prime opere. A parere del Presidente del Centro Studi, Franco Ciminato, oggi il tempo è maturo per attenzionare anche con l’aiuto di musicologi e compositori, tutta l’opera sotto l’aspetto musicale, non tanto della grammatica ma della partitura musicale contenuta nell’opera pizzutiana. Pizzuto sapeva leggere la musica, e non c’era intervista in cui egli non ne sottolineasse l’amore e l’ispirazione, lasciando al lettore la libertà di scoprire e interpretare una scrittura con un lessico asservito a una partitura e non a una grammatica o alla necessità del raccontare; infatti nel 1928 scrisse una “! poetica” trovata dopo la morte, tra le carte dalla figlia, con otto rinunzie e un proposito

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