"La Conca e il Qanat": storie e confronti sul sopra e sul sotto di Palermo
Abbiamo smesso di abbracciare gli alberi: scompaiono come le lucciole, i loro nomi dicono di un tempo lontanissimo. La sparizione degli agrumi – sotto il cemento della città nuova – è quasi un addio fra sconosciuti: se ne parla per il "Festival delle Letterature Migranti" (visualizza articolo di approfondimento).
Mercoledì 4 ottobre alle ore 19.30 è in programma "Il sopra e il sotto di Palermo", dialogo/confronto che avrà luogo all'Archivio Storico Comunale. Se il Sacco di Palermo sa di smemoratezza, di una cappa oscura e antica, resta la trama di antichi acquedotti, dell’invenzione romana, della sapienza araba dei Qanat.
E ancora resta la reinvenzione illuminista degli scammarati, dovuta a quel Pietro Lanza di Scalea che con l’acqua condusse in Sicilia il metodo degli enciclopedisti. In luogo delle paludi, nacquero gli agrumeti, nella città dei viridaria e dei giardini descritti dal poeta andaluso Ibn Jubayr Abii. A discuterne Giuseppe Barbera e Pietro Todaro. Modera Paolo Inglese.
Mercoledì 4 ottobre alle ore 19.30 è in programma "Il sopra e il sotto di Palermo", dialogo/confronto che avrà luogo all'Archivio Storico Comunale. Se il Sacco di Palermo sa di smemoratezza, di una cappa oscura e antica, resta la trama di antichi acquedotti, dell’invenzione romana, della sapienza araba dei Qanat.
E ancora resta la reinvenzione illuminista degli scammarati, dovuta a quel Pietro Lanza di Scalea che con l’acqua condusse in Sicilia il metodo degli enciclopedisti. In luogo delle paludi, nacquero gli agrumeti, nella città dei viridaria e dei giardini descritti dal poeta andaluso Ibn Jubayr Abii. A discuterne Giuseppe Barbera e Pietro Todaro. Modera Paolo Inglese.














