"Loro sono peggio di Alexa" al Teatro Jolly: Manfredi Di Liberto e le fobie dell'uomo moderno
Manfredi Di Liberto
Noi parliamo con Alexa e Alexa capisce tutt’altro, rendendoci nevrotici a causa di una tecnologia per molti versi incomprensibile.
Nello spettacolo “Loro sono peggio di Alexa”, in scena al Teatro Jolly di Palermo dal 10 al 19 febbraio, Manfredi Di Liberto mostrerà allo spettatore le fobie dell’uomo moderno, spesso schiavo di una tecnologia che ha preso il sopravvento.
L’artista palermitano metterà in scena insieme a Tiziana Martilotti, Stefania Blandeburgo e Roberto Spicuzza, ad esempio, la convinzione di chi si cura con “dottor Google”.
Di chi crede alle fake news e decide di mangiare alimenti senza lattosio o glutine senza necessariamente esserne intollerante. Provate a immaginare un cameriere al ristorante che deve accontentare nello stesso tavolo: vegani, intolleranti all’aglio, al lattosio e al glutine.
E che dire di quegli incontri su Tinder, dapprima virtuali, poi di presenza, senza filtri, dove uomini e donne appaiono completamente diversi dalle foto inserite sui profili dei social network. Una “tecnologia sessuale” grazie alla quale è facile anche conoscere altre coppie con altri “scopi”.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro Jolly di Palermo.
Manfredi Di Liberto firma testi e regia di una pièce, che come d’abitudine nello stile “manfrediano” risulta essere originale nei tempi, nelle musiche, nei cambi scena a vista d’occhio e nel mixare diversi generi di spettacolo: cabaret, commedia e lo sketch musicale.
Aiuto regia Francesca Catalano, le scenografie sono di Vittorio Ienna, luci e musiche sono a cura di Francesco Piscopo e Rino Carnevale.
Nello spettacolo “Loro sono peggio di Alexa”, in scena al Teatro Jolly di Palermo dal 10 al 19 febbraio, Manfredi Di Liberto mostrerà allo spettatore le fobie dell’uomo moderno, spesso schiavo di una tecnologia che ha preso il sopravvento.
L’artista palermitano metterà in scena insieme a Tiziana Martilotti, Stefania Blandeburgo e Roberto Spicuzza, ad esempio, la convinzione di chi si cura con “dottor Google”.
Di chi crede alle fake news e decide di mangiare alimenti senza lattosio o glutine senza necessariamente esserne intollerante. Provate a immaginare un cameriere al ristorante che deve accontentare nello stesso tavolo: vegani, intolleranti all’aglio, al lattosio e al glutine.
E che dire di quegli incontri su Tinder, dapprima virtuali, poi di presenza, senza filtri, dove uomini e donne appaiono completamente diversi dalle foto inserite sui profili dei social network. Una “tecnologia sessuale” grazie alla quale è facile anche conoscere altre coppie con altri “scopi”.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro Jolly di Palermo.
Manfredi Di Liberto firma testi e regia di una pièce, che come d’abitudine nello stile “manfrediano” risulta essere originale nei tempi, nelle musiche, nei cambi scena a vista d’occhio e nel mixare diversi generi di spettacolo: cabaret, commedia e lo sketch musicale.
Aiuto regia Francesca Catalano, le scenografie sono di Vittorio Ienna, luci e musiche sono a cura di Francesco Piscopo e Rino Carnevale.
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